Svelata la supercar cinese da 1.450 cavalli che da Reggio vuole scalzare Ferrari & Co.
Presentata a Milano la supercar S9 che sarà costruita a Gavassa. Il presidente Krane: «Il mercato è in forte espansione»
Enrico Lorenzo Tidona
INVIATO A MILANO. Un velo blu l’ha coperta per pochi minuti facendo crescere il brusio in sala. Poi, la Hypercar S9 è stata finalmente svelata al mondo sotto gli occhi di decine di giornalisti giunti a Milano ieri per toccare per la prima volta con mano l’auto ibrida da 1.450 cavalli e 400 chilometri orari che sarà costruita a Reggio Emilia dal gruppo Silk-Faw, con la quale i cinesi vogliono bruciare tutti i record, cercando di scalzare storiche concorrenti come Ferrari e Lamborghini giocandosi la carta dell’elettrico e insediandosi proprio nel cuore della terra dei motori. «Quando acceleri resti incollato al sedile» dicono i tecnici di Silk-Faw durante la presentazione. Del resto la S9 ha un motore termico “tradizionale” 8 cilindri bi-turbo a benzina situato nel posteriore, in grado di sviluppare qualcosa come 918 cavalli. Abbastanza per mettere sul chi va là le già blasonate supercar della Motor Valley emiliana, alcune delle quali in ritardo sullo sviluppo dei motori elettrici, che ora vanno in accoppiata con quelli termici ma «entro il 2040 saranno tutti elettrici» annuncia in video collegamento dall’estero Jonathan Krane, presidente di Silk-Faw, che dice di essere stato molto impegnato in questi mesi con la casa madre cinese per aggiungere carne al fuoco. A quel motore termico, infatti, se ne aggiungono due elettrici da 530 cavalli, che portano la S9 a sfiorare i 1.450 cavalli di potenza, racchiusi nell’auto disegnata da Walter De Silva. Numeri che tracciano la storica scommessa fatta Silk Faw, gruppo nato tra Stati Uniti e Cina che dopo aver annunciato l’intenzione di sbarcare in Italia ha presentato ieri la nuova ipercar ultra-lusso in occasione dell’anteprima alla Milano Design Week 2021.
Si tratta infatti dell’auto che sarà prodotta a Reggio Emilia, nel quartier generale di Gavassa, dove il gruppo internazionale ha deciso di investire 1,3 miliardi di euro per sviluppare le auto sportive elettriche del futuro facendo leva sull’ecosistema motoristico emiliano.
«Faw è un’azienda molto interessante per il mercato, con radici nella storia dell’automotive e cresciuta molto in questi anni – ribadisce durante il suo intervento Krane – il marchio sportivo Hongqi creato da Faw ha un posto speciale nelle preferenze di 1,4 miliardi di cinesi. Rappresenta il duro lavoro e il miglior esempio del futuro e dell’innovazione. Pensate che ad oggi Faw vende 4 milioni di auto in Cina, puntando ad arrivare a 25 milioni di auto nei prossimi anni anche con il supporto del governo cinese, in un mercato che nel 2030 conterà il 30% di auto elettriche, che diventeranno il 100% negli anni a venire». Una prospettiva potente, secondo Krane, che loda ancora una volta davanti alla stampa europea la scelta di approdare in Emilia: «Abbiamo deciso di creare il nostro quartier generale in Italia, a Reggio Emilia, per poter sfruttare la filiera della Motor Valley. È il miglior posto dove ideare e creare auto di lusso, a cui affiancheremo un polo di produzione in Cina, creando collaborazione tra i paesi e un gruppo dell’auto davvero globale».
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