Football americano solo col green pass Valorugby: «Ormai siamo preparati»
I Diavoli e gli Hogs affronteranno allenamenti e partite con rigidi protocolli soprattutto per l’utilizzo degli spazi al chiuso
reggio emilia. Così come per il calcio e il basket, anche la palla ovale reggiana si è preparata alla ripartenza di campionati e allenamenti di squadre giovanili e non.
Con qualche facilitazione rispetto alla pallacanestro: il giocare all’aria aperta.
Lo racconta ad esempio Antonella Gualandri dirigente del Valorugby. I diavoli, spiega, «sono ormai allenati a triage e percorsi differenziati.
Per quanto riguarda invece le palestra e gli spogliatoi, per potervi accedere sarà obbligatorio possedere la certificazione verde per tutte le persone sopra ai 12 anni», ovvero l’età in cui al momento è consentita la vaccinazione contro il Coronavirus.
Se la provincia di Reggio Emilia dovesse rimanere in zona bianca, come tutti ci auguriamo, il protocollo della Federazione italiana rubgy «è abbastanza semplice – prosegue la dirigente –. Non sono previsti tamponi per partecipare ad allenamenti e gare. Se invece dovessimo cambiare colore, le cose di complicano. In zona gialla sono necessari i tamponi pre-gara, in arancione invece vengono limitati anche gli allenamenti con le distanze».
Chiare anche le linee guida adottate dal football americano.
A spiegarle è Federico Scolari, presidente degli Hogs Reggio Emilia: «Sarà green pass obbligatorio per poter giocare. Quindi tampone negativo, vaccinazione o avvenuta guarigione dal Covid entro un certo periodo di tempo. È così per tutti, dai giocatori ai massaggiatori, dai dirigenti allo staff. Ci favorisce il fatto che siamo uno sport all’aperto e questo ci dà più sicurezza, ad esempio la certificazione non serve per allenarsi, ma per le competizioni ufficiali o per accedere in spogliatoio sì».
Qui e negli spazi chiusi si dovrà infatti entrare «con la mascherina e abbiamo consigliato di fare, se possibile, la doccia a casa o di venire già cambiati. Come nostra norma interna, inoltre, stiamo pensando di permettere l’accesso agli spazi chiusi solo ai vaccinati. Consideri che nella squadra under 18 hanno ormai fatto quasi tutti il vaccino mentre per ora non abbiamo ancora attivato le categorie più piccole dell’under 16. Anche perché il reclutamento lo facevamo principalmente nelle scuole, dove non possiamo andare da due anni».
L. G.
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