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parla la brasiliana 

«Prima mi ha seguito e poi mi ha aggredito Ho avuto molta paura»

Am.P.
«Prima mi ha seguito e poi mi ha aggredito Ho avuto molta paura»

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REGGIO EMILIA. «Ho avuto paura». Dopo che si è recata in questura per ringraziare dell’arresto del suo aggressore, la brasiliana aggredita in stazione rievoca quel terribile momento. A finire in manette è stato Hassan Sissoko, 29enne maliano in cella con l’accusa di tentata rapina e violenza sessuale aggravata, oltre all’accusa di tentata rapina ai danni di un passante trentenne consumata pochi minuti dopo in piazzale Europa.

«Ho l’abitudine di girare con lo spray al peperoncino appeso al polso, per averlo sempre a portata di mano – racconta la donna –. Quando ho visto che quell’uomo mi seguiva gli ho detto “vai via”, invece lui si metteva sulla mia destra e sulla mia sinistra, venendo ancor più vicino per poi arretrare. Ho accelerato il passo ma all’ingresso della stazione lui mi ha dato una spinta in avanti e mi ha trattenuto afferrandomi al seno da dietro: una stretta forte, come per impedirmi di cadere, ma con la volontà di toccare e di prendersi gioco di me. Puntava al mio cellulare e alla borsetta. Allora io ho spruzzato lo spray, ho urlato “aiuto, aiuto”; c’erano persone sedute che non si sono mosse, ma poi sono arrivati tre ragazzi e una signora, grazie a loro sono riuscita a liberarmi e sono andata dritta alla Polfer, dove tanto per cambiare non c’era nessuno». La brasiliana è convinta che l’aggressore l’abbia vista in precedenza. «Abito in via Veneri e lavoro vicino a via Eritrea, uso ogni giorno il sottopasso di piazzale Europa: secondo me quell’uomo è scappato in piazzale Marconi per seguirmi, perché sapeva che quello è il mio tragitto abituale. Nel piazzale ci sono sempre gruppi di giovani che mi fanno degli apprezzamenti, perciò io passo veloce senza guardare».

La brasiliana, in Italia da 12 anni e a Reggio da 11, precisa di non essere una trans.

«Questa etichetta non mi appartiene. Sono nata ermafrodita, sono una donna vera. Mi dispiace che sia stata data un’informazione non veritiera. Faccio la badante di due anziani non vedenti, li accudisco, ho le loro chiavi di casa: devo essere e sono affidabile. Li porto a passeggio ogni pomeriggio e ora la gente mi addita come trans. Non è vero, è come definire un etero un gay».

Am.P.

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