Reggio ospita un’altra famiglia di profughi dall’Afghanistan
Si tratta di sei persone maggiorenni, tutte appartenenti a un unico nucleo. Saranno accolte nelle strutture gestite dalla cooperativa sociale L’Ovile
REGGIO EMILIA. Reggio Emilia accoglie un’altra famiglia di profughi afghani. Si tratta di sei persone, tutte maggiorenni e appartenenti a un unico nucleo familiare. Saranno ospiti delle strutture gestite dalla coop sociale L’Ovile. La scorsa settimana, nelle strutture della nostra provincia erano già stati ospitati i primi dieci profughi: due famiglie composte da cinque persone ciascuna, la cui accoglienza – oltre a L’Ovile – è stata affidata anche a La Dimora d’Abramo, ovvero le due coop capofila delle due reti vincitrici del bando 2017 e ora in deroga che da anni si occupano dell’accoglienza straordinaria e ordinaria della provincia, provvedendo a garantire ai migranti tutti i servizi (vitto, alloggio, scolarizzazione, corsi di italiano, assistenza psicologica e formazione professionale) per il periodo in cui attendono l’esito della domanda di asilo.
La situazione in Afghanistan, con il dramma umanitario innescato dalla presa di potere dei Talebani, resta tuttora in evoluzione. E non è escluso che, dopo questi nuovi sei arrivi, nelle prossime settimane siano destinati ad approdare a Reggio anche altri profughi. Un’eventualità che non preoccupa né La Dimora né L’Ovile, che nelle scorse settimane hanno affermato di avere a disposizione nel complesso quasi una centinaio di posti liberi (una sessantina i primi, 35 i secondi), grazie alla diminuzione sensibile dei migranti determinato dallo scoppio della pandemia. La scorsa settimana, in Emilia-Romagna erano ospitate oltre duecento persone afghane in strutture nelle province di Modena, Parma e Piacenza, che erano in attesa del termine della quarantena obbligatoria prevista per ogni viaggiatore che arriva dall’estero (dai 7 ai 10 giorni)
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