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strage di Bologna 

«Bellini resterà ricoverato una settimana»

Ambra Prati
«Bellini resterà ricoverato una settimana»

I difensori della Primula Nera chiederanno oggi il legittimo impedimento: «Poi dovrà stare a riposo altri 14 giorni»

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REGGIO EMILIA. Si preannuncia una seduta di pochi minuti, giusto il tempo per prendere atto del legittimo impedimento dell’imputato Paolo Bellini e rinviare, quella che si terrà stamattina in Corte d’Assise a Bologna, chiamata a decidere sul processo mandanti della strage in stazione del 2 agosto 1980 che vede la primula nera reggiana ed ex Avanguardia Nazionale imputato per concorso in attentato.

Venerdì scorso in aula Paolo Bellini è stato colto da un malore. Dopo quello dell’11 giugno, è stato il secondo malore accusato dalla Primula Nera durante il processo. Un infarto aggravato dai problemi cardiaci pregressi del paziente, hanno decretato i medici del Sant’Orsola di Bologna, dove Bellini è stato ricoverato dopo aver autorizzato i suoi difensori, Antonio Capitella e Manfredo Fiormonti, a proseguire l’udienza. Ora i difensori annunciano di aver già depositato, via mail Pec, un certificato dei medici della Sant’Orsola in cui si dichiara che per tutta questa settimana Bellini, sottoposto a un delicato intervento chirurgico, resterà ricoverato; per le seguenti due settimane i camici bianchi prescrivono un riposo assoluto. Il processo rischia dunque uno stop di tre settimane?

«Non è esatto – ha chiarito l’avvocato Capitella – Io e il mio collega saremo presenti in aula davanti al presidente Caruso per sostenere il legittimo impedimento, sulla base della documentazione medica avanzata. Quasi sicuramente la Corte deciderà per il rinvio, almeno per questa settimana: salteranno gli appuntamenti previsti per oggi e per venerdì. Sulle successive due settimane valuterà la Corte, che potrebbe pure optare per proseguire, nel caso l’imputato rinunci alla presenza dichiarando di preferire che il processo vada avanti senza di lui. Ma al momento questa rinuncia non esiste». Il legale si stupisce del clamore suscitato da questo slittamento. «È un tipico caso di legittimo impedimento previsto dal Codice di Procedura Penale: come tutti gli imputati anche Paolo Bellini ne ha diritto. Finora il nostro assistito ha sempre presenziato ad in ogni udienza. Non sarà una pausa lunga e non si tratta certo di un escamotage, anche perché parliamo di reati imprescrittibili».

La “fretta” è dovuta all’ipotesi che nell’aprile 2022 il presidente della Corte e del Tribunale di Bologna, Francesco Maria Caruso, per anni presidente del tribunale a Reggio Emilia nonché presidente del collegio giudicante nel maxiprocesso Aemilia, andrà in pensione. «Rassicuro: per allora ce la faremo a finire il processo – ha concluso Capitella – I testi dell’accusa sono finiti, mancano i testi della difesa che finiremo entro settembre-ottobre e poi la perizia antropometrica; siamo oltre la metà del dibattimento, che a dicembre potrebbe terminare. Bologna avrà il suo processo ai mandati».

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