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Mendicino multato per le minacce Ora dovrà risarcire il leghista Delmonte

Tiziano Soresina
Mendicino multato per le minacce Ora dovrà risarcire il leghista Delmonte

Il politico: «Frasi violente, darò in beneficenza i tremila euro» La difesa: «Si è scusato, ma erano solo espressioni colorite»

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Tiziano Soresina

reggio emilia. A cinque anni dai fatti, ieri è stato condannato il 46enne Alfonso Mendicino – d’origine cutrese ma che da tempo vive nel Reggiano, attualmente in carcere per un’altra vicenda – per le minacce nei confronti di Gabriele Delmonte (consigliere regionale della Lega Nord).

Il giudice di pace Elisabetta Freddi ha condannato l’imputato (non presente in aula) a 700 euro di multa e al pagamento di 3mila euro al politico leghista costituitosi parte civile.

Ma cos’era accaduto? Nel 2016, dopo ripetuti video pubblicati sulla sua pagina Facebook in cui si scagliava senza troppi giri di parole contro i reggiani, Mendicino se l’era presa con l’esponente leghista che aveva fortemente criticato le sue parole sulla Rete e con interventi sui mezzi di informazione. Il 10 febbraio 2016 Mendicino – attraverso il proprio account Facebook a nome “Leone Mendi”– inviava sul profilo sempre Facebook di Delmonte un file audio con offese («Un maiale reggiano») sfociate in minaccia: «Comunque per noi calabresi siete dei maiali, facciamo le salsicce, le soppressate, i capricolli, le costate, la pancetta, questo facciamo dei maiali noi». Stessa dinamica il 15 dicembre 2016, con due file vocali non solo offensivi: «Non dire mai più che ti ho minacciato che poi ti vengo a picchiare veramente». Un quadro accusatorio che Mendicino, nella scorsa udienza, prima ha cercato di ridimensionare durante la deposizione, per poi sterzare decisamente: «Formulo le scuse a Delmonte, non pensavo si creasse una situazione del genere».

Ieri il pm Roberto Belforti ha chiesto il massimo della pena (mille euro di multa), ritenendo le accuse provate. Gli fa eco l’avvocato di parte civile Nicola Tria: «Palese il contenuto intimidatorio di quelle frasi, siamo di fronte ad una minaccia seria, che aveva generato timore nel mio assistito davanti ad una simile veemenza verbale. E Delmonte ha fatto quello che tutti dovrebbero fare, cioè denunciare». Di parere opposto l’avvocato difensore Mattia Fontanesi che chiede l’assoluzione: «È vero che quei file vocali furono inviati dalla squadra mobile alla Dda di Bologna e se ne occupò il pm Marco Mescolini, non dando però seguito alla vicenda. Si tratta di espressioni colorite, ma non penalmente rilevanti. Inoltre Mendicino non era obbligato a deporre, era solo sua facoltà, invece è venuto in aula e si è scusato, quindi è meritevole delle attenuanti generiche per il comportamento processuale». Attenuanti riconosciute poi dal giudice di pace (equivalenti alla recidiva), ma nel contesto della condanna. «Ho prima promosso e quindi affrontato questi 5 anni di processo – rimarca Delmonte al termine – con un solo obiettivo dichiarato, ovvero quello di far passare il più chiaramente e fermamente possibile il messaggio che non bisogna mai piegare la testa davanti alle minacce. Finalmente dopo 16 udienze, alle quali ho sempre partecipato in prima persona, la verità è venuta alla luce e , fatto ancor più importante, è stato condannato un atteggiamento intimidatorio e violento che non deve trovare spazio sul nostro territorio. Per quanto riguarda il risarcimento del danno a me prodotto, quantificato in 3mila euro, come ho sempre detto, lo devolverò interamente in beneficenza».

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