Perseguita l’ex fidanzata con messaggi e blitz: arrestato
reggio emilia. Un mese di convivenza, la storia sentimentalmente che si chiude a fine agosto, lui – un rappresentante di commercio 25enne – che non si rassegna e comincia a pressare l’ormai ex compagna con messaggi, telefonate drammatiche («Se non torniamo insieme, mi ammazzo») ed intrusioni nel condominio di via Melato dove vive la giovane, con tanto di mazzo di fiori piazzato davanti alla porta d’ingresso.
Una situazione che impaurisce l’ex fidanzata, teme per la sua incolumità e quando, domenica pomeriggio, si rende conto che il 25enne è di nuovo all’interno del palazzo, chiede l’intervento della questura.
Gli agenti piombati velocemente nel condominio, trovano in effetti il giovane nelle cantine: è in stato confusionale, dice che è lì da due giorni. A quel punto i poliziotti decidono di portarlo in ospedale per una visita psichiatrica. Ma è incontenibile, persino al pronto soccorso chiama l’ex convivente e le manda dei messaggi. Una vera ossessione.
Individuata in ospedale la giusta terapia per contenere tanta agitazione, il giovane è stato poi arrestato con l’accusa di stalking.
E ieri mattina in tribunale, davanti al giudice Donatella Bove, è emerso che il 25enne risulta residente a Parma ma ora vive con dei colleghi nella foresteria della ditta per cui lavora a Castelfranco Emilia (Modena), è incensurato ma pende su di lui – sempre a a Parma – una segnalazione per maltrattamenti.
In aula si avvale della facoltà di non rispondere, però alcune cose le dice tramite quelle che tecnicamente vengono definite “dichiarazioni spontanee”. Va subito al sodo: «Chiedo scusa per quello che ho fatto, ma sono legato a questa donna e soffro ancora per aver perso mia madre». Sulla misura cautelare si trovano, in pratica, sulla stessa linea d’onda sia il pm Giacomo Forte (titolare del fascicolo) che l’avvocato difensore Leonardo Teggi (che ha sostituito in udienza il collega parmigiano Stefano Melcarne). Così il magistrato giudicante ha applicato all’indagato il divieto di avvicinamento all’ex compagna (deve stare ad almeno 300 metri dai luoghi che lei frequenta) e non può comunicare in nessun modo con la ragazza. Il processo è stato poi rinviato all’11 ottobre.
T.S.
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