«Basta con le classi pollaio Ripristinare l’organico Covid»
REGGIO EMILIA. «Si vuole rendere di fatto la scuola il primo settore in cui l’eliminazione del distanziamento interpersonale diventa decisivo proprio perché gli organici della scuola sono il nodo vero sul quale non si intende investire». È uno dei passaggi fondamentali del comunicato diffuso ieri a firma del segretario generale Flc-Cgil Francesco Sinopoli che, in un lungo documento dedicato in gran parte a polemiche politiche, elenca le richieste del sindacato.
Istanze nazionali che la Cgil reggiana sposa in pieno e sosterrà, appunto, con il presidio di venerdì prossimo. Si tratta di sei punti, alcuni dei quali «portati avanti da tempo con coerenza», così sintetizzati. Primo: «Innanzitutto ribadiamo l’invito alle lavoratrici e ai lavoratori che siano nelle condizioni di farlo, a prescindere dalle decisioni che il governo assumerà in materia di obbligo, ad aderire responsabilmente alla campagna vaccinale».
Secondo: «È necessario eliminare tutte le situazioni di affollamento delle classi e di mancato rispetto del distanziamento di almeno un metro, tema che, ribadito formalmente negli impegni sottoscritti dal Ministro nel Protocollo di sicurezza, è letteralmente scomparso nelle note ministeriali. Su questo punto né il Cts né il Ministero hanno fornito risposte precise o convincenti».
Terzo: «Occorre ripristinare l’organico covid per tutto l’anno scolastico 2021/22, come prevede l’intesa, con la finalità fondamentale di garantire il distanziamento, prevedendo la suddivisione delle classi e l’aggiunta di personale Ata dedicato tenuto conto dell’aggravio dei carichi di lavoro per garantire la sicurezza».
Quarto: «Riteniamo indispensabili interventi di modifica delle norme (come il Dpr 81/09) sulla formazione delle classi e sul dimensionamento scolastico, norme che sovrintendono alla definizione degli organici, interventi necessari per cambiare davvero la scuola riportandola alle disponibilità di risorse precedenti al ministero Gelmini, innalzandone la qualità».
Quinto punto: «Non è più rinviabile il tema dei presìdi sanitari nelle scuole come strumento strategico per tenere sotto controllo la diffusione del virus e per far assumere nelle singole istituzioni scolastiche decisioni ponderate (chiudere o tenere aperte le scuole) nei casi di focolai».
Infine il sesto punto: «Insistiamo per l’esclusività del sistema di trasporto scolastico: è davvero singolare chiedere rigore e inflessibilità alle istituzioni scolastiche, a fronte di una sostanziale disattenzione agli obblighi di sicurezza durante il percorso in treno o autobus». Queste proposte, secondo il sindacato, «richiedono risorse. Invece assistiamo all’ennesima replica di uno spettacolo già visto: si parla di oltre due miliardi ma in realtà si sommano cospicui risparmi, stanziamenti di leggi precedenti, risorse europee e solo per una frazione nuovi finanziamenti».
Am.P.
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