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Crisi Sicrea, in fallimento anche il ramo di Sitecofer

Enrico Lorenzo Tidona
Crisi Sicrea, in fallimento anche il ramo di Sitecofer

Sentenza per l’azienda del ferro di Castelnovo Sotto dopo l’istanza “in proprio” Procede intanto il concordato della capogruppo che sarà venduta entro fine anno

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REGGIO EMILIA. Sitecofer è fallita. Si tratta del secondo fallimento di società legate al gruppo Sicrea, la cui capofila si appresta invece ad essere definitivamente ceduta. L’affitto del ramo d’azienda di Sicrea procede e terminerà verso fine anno, quando l’impresa delle costruzioni creata dalla cooperazione sarà definitivamente ceduta dopo la crisi che l’ha portata al collasso. Ad acquistarla, come già annunciato nei mesi scorsi, sarà per 500mila euro la Imaco spa, che ingloberà quindi il ramo dell’ormai ex impresa nata nel 2012 per volontà di Legacoop, che contava fino a 250 dipendenti ed è ora in mano alla società edile romana di proprietà dell’imprenditore Alessio Rossi, ex presidente dei Giovani di Confindustria, che ne sta risollevando le sorti dopo il concordato avviato sotto il peso di 24 milioni di euro di debiti.

Mentre prosegue quindi il concordato misto presentato per Sicrea, l’ex gruppo cooperativo perde un altro pezzo, vale a dire Sitecofer, azienda di Castelnovo Sotto per la quale è stato dichiarato ora il fallimento. A presentare l’istanza è stata la stessa capogruppo Sicrea per mano del commissario giudiziale del concordato, Alfredo Medici. Sitecofer era nata dall’esperienza imprenditoriale di Cavatorti e Riccò, azienda originaria specializzata nella lavorazione del ferro per il cemento armato, andata a sua volta in concordato e confluita poi in Sitecofer.

Ora il fallimento, che lascia alla curatela l’incombenza di vendere il capannone e poco altro, essendo l’azienda già inattiva e senza più dipendenti.

A precedere questo fallimento c’era stato quello di un altra controllata di Sicrea, cioè Siteco, che nell’agosto del 2020 aveva tentato a sua volta la strada del concordato ma in pendenza di due istanze di fallimento. Il tribunale di Modena aveva concesso sessanta giorni per la presentazione della proposta concordataria, che è però finita nel vuoto. Poi, l’ottobre scorso, è giunta la sentenza di fallimento per Siteco che aveva sede a Modena, così come la capogruppo Sicrea. Quest’ultima era infatti la scialuppa di salvataggio creata dal conferimento dei rami di Cmr, Orion, CdC e Cooperativa di San Possidonio. Tutte cooperative finite in default, che il movimento cooperativo ha cercato di salvare ma che sono giunte al capolinea.

La procedura concorsuale per Sicrea invece procede. Il ramo d’azienda è stato affittato tramite Sicrea Cantieri, che ha sede in via Meuccio Ruini, nel quadrilatero della cooperazione reggiana. Ad oggi sono ripresi cantieri come quello alla Cir food, dove Sicrea doveva terminare la nuova ala, opera già finita nelle sabbie mobili con la crisi anche di Tecton, la consorella della cooperazione giunta a sua volta a fine corsa. Con la spinta di Imaco è ripartito anche il cantiere del palasport di Sanremo così come altre opere in portafoglio all’azienda reggiana. In tutto sono 32 i dipendenti passati nel ramo d’azienda, mentre altri erano già usciti. Per ora Imaco versa solo l’affitto del ramo di Scirea, per un valore di 4mila euro al mese.

Un affitto con impegno però d’acquisto, per un valore che è già stato concordato mentre il concordato nei prossimi mesi dovrà essere votato da creditori.

Enrico Lorenzo Tidona

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