mondiali 2022
Questa è l'Italia dei Millenials
Nicolò Valli
Prestazione superba della Nazionale spinta da Kean e Raspadori. Pochi minuti e la Lituania è schiantata, finisce 5 a 0
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REGGIO EMILIA. Vittoria doveva essere, vittoria è stata. E che vittoria, per punteggio e prestazione offerta. Gli Azzurri ritrovano quel successo che nei 90’ mancava dal quarto di finale degli Europei contro il Belgio e confermano la leadership del girone di qualificazione. Mattatori della serata i due giovani terribili Moise Kean e Giacomo Raspadori, nati nel 2000 e che rappresentano non solo il futuro dell’Italia ma ne sono anzi già il presente.
È vero, la Lituania si è dimostrata poca cosa, ma vincere non è mai facile e stravincere è ancora più difficile. Dopo due pareggi deludenti con Bulgaria e Svizzera i ragazzi di Roberto Mancini sono tornati a fare a sorridere e divertirsi, e di conseguenza anche il gioco in campo ne ha tratto giovamento. Ad addolcire ancora di più la notte emiliana il pareggio a reti bianche della Svizzera contro l’Irlanda del Nord, che ci permette di arrivare con più di fiducia allo scontro diretto di novembre che metterà in palio l’accesso diretto ai Mondiali del prossimo anno in Qatar.
Ai campioni d’Europa mancano riferimenti come Insigne, Chiesa, Immobile e Verratti, alcuni senatori come Bonucci, Chiellini e Barella sono in panchina a rifiatare. Il “Mancio” si affida così all’entusiasmo delle seconde linee, che non lo deludono. Dopo i primi minuti di sostanziale studio con Donnarumma chiamato all’unica parata della sua gara su una conclusione di Verbickas, l’Italia prende campo e schiaccia la Lituania nella propria metà campo: è un monologo, e i gol non tardano ad arrivare: la sblocca Kean (11’) sfruttando un pessimo retropassaggio errato di Novikovas; segue Raspadori (29’), che conosce bene la porta del Mapei per giocarci ogni due settimane in maglia neroverde. Giacomino ha talento e soprattutto fame calcistica: protezione palla, girata e rete che si gonfia con l’aiuto di una deviazione; per la Uefa è autogol di Utkus e a termini di regolamento è giusto così perché la sfera sarebbe uscita, ma vallo a spiegare al diretto interessato, che giustamente esulta.
La Lituania, inchiodata a zero punti nel girone e incapace di reagire, appare intontita: Bernardeschi (scatenato sulla destra) e compagni sentono l’odore del sangue e premono, chiudendo la pratica. Raspadori continua la sua notte da sogno, raccoglie uno svarione difensivo di Lasickas e mette dentro a porta sguarnita (24’). Ufficiosamente è 2-1 per il Millenial dalla faccia buona, ma il compagno non vuole essere da meno e pareggia subito il conto delle reti: assist al bacio di Bernardeschi e il neo attaccante bianconero realizza eludendo la trappola del fuorigioco (29’). È ko tecnico e grande festa al Città del Tricolore, riempito da più di diecimila tifosi festanti (sold out) che rendono il meritato tributo ai propri beniamini.
I giochi sono fatti e così il Ct ne approfitta per dare un po’ di minutaggio anche ad altri interpreti: restano negli spogliatoi Gigio Donnarumma e Cristiano Biraghi, dentro Sirigu e Calabria. La nostra Nazionale gioca e non si ferma, segna ancora con Raspadori ma il guardalinee alza la bandierina. Poco male, perché arriva la manita con il pallonetto di Di Lorenzo che beffa il portiere lituano (56’); altro assist di Bernardeschi, tra i migliori in campo.
Salgono i decibel del pubblico con la ola ad accompagnare i minuti di una partita che ha ormai poco da dire. Lo stadio acclama l’artefice di questa meraviglia, Roberto Mancini, e l’ex bomber della Sampdoria ringrazia. Il palo nega la gioia del gol al viola Castrovilli, ma va bene così. Al 90’ tanti applausi per una squadra che fa sognare: il Città del Tricolore non smette di ringraziare gli eroi di Wembley.
Ora spazio al campionato, ma tra un mese è già tempo di “Notti Magiche”: gli Azzurri si ritroveranno a ottobre per preparare le finali di Nations League. Appuntamento il 6 ottobre a Milano contro la Spagna, in quella che è una vera e propria rivincita della semifinale europea. In palio la finalissima, Francia e Belgio ci aspettano nell’altro scontro diretto e ci temono: vincere non è mai facile, certo, ma con un’Italia così ogni sogno è possibile.
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