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Strage, sulla salute di Bellini valuteranno i periti

Ambra Prati
Strage, sulla salute di Bellini valuteranno i periti

Il presidente della Corte nomina tre medici: stabiliranno se la Primula Nera corre rischi a seguire le udienze dopo l’infarto

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Ambra Prati

REGGIO EMILIA. «Il punto è che questo processo deve procedere a ritmo serrato, senza interruzioni, sospensioni o dilazioni di nessun tipo. Ogni udienza perduta andrà recuperata». Con queste parole il presidente della Corte d’Assise Francesco Maria Caruso ha fatto intendere, ieri alla 33esima udienza del processo mandanti della strage di Bologna, di non essere propenso a far slittare ulteriormente il procedimento a causa dell’infarto che ha colpito Paolo Bellini, la Primula Nera ed ex Avanguardia Nazionale imputato per concorso in strage. Sarà un collegio peritale di tre dottori (due medici legali di Bologna e una cardiologa di Roma), nominati dalla Corte d’Assise, a valutare le condizioni di salute dell’imputato. Venerdì scorso Bellini era stato colto da un malore in aula: ricoverato al Sant’Orsola e operato d’urgenza (è stato sottoposto a una angioplastica con inserimento di uno stent), i suoi difensori Antonio Capitella e Manfredo Fiormonti avevano depositato un’istanza di differimento per legittimo impedimento, in base al certificato dei medici del Sant’Orsola secondo i quali Bellini sarà dimesso alla fine di questa settimana mentre per le successive due settimane dovrà osservare un assoluto riposo. Quella di ieri doveva essere una seduta di formalità; invece si è discusso per un’ora e mezza, durante la quale il presidente non ha nascosto fastidio per lo slittamento. «Oggi noi non possiamo procedere se non c’è il consenso dell’imputato», ha esordito Caruso, che rivolto ai difensori ha constatato: «Non c’è, non glielo avete neanche chiesto…». Il rinvio minimo di una settimana era obbligato, ma Caruso si è messo di traverso per evitare che la pausa si prolunghi per tre settimane. «Oggi obiettivamente non è possibile procedere. Ma qui si parla di riposo: sapete che secondo giurisprudenza il riposo non è impedimento, il riposo non è ostativo». Le obiezioni del legale Capitella («vanno accertate le condizioni dell’imputato, che deve evitare lo stress») sono state contestate dal giudice («lo stress è endemico, se dovessimo fermarci per lo stress dovremmo stare tutti a casa»), che ha nominato seduta stante un collegio peritale. Il quesito posto ai periti è il seguente: se Bellini potrà partecipare alle prossime udienze «senza rischi eccedenti la normale condizione esistenziale del cittadino, tenuto conto che si tratta di assistere a udienze che non comportano sforzi» e «se la condizione di stress è rilevante sotto il profilo patologico». Si riprende il 17 settembre.

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