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Cantieri aperti alla Rodari e alla Galilei «Per la scuola è l’anno più difficile»

Cristina Fabbri
Cantieri aperti alla Rodari e alla Galilei «Per la scuola è l’anno più difficile»

In vista dell’inizio delle lezioni la sindaca Bedogni fa il punto della situazione nei plessi del territorio «Sono 15 le classi alloggiate in strutture provvisorie. Importante la collaborazione di tutti»

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CAVRIAGO. L’apertura delle scuole ormai è alle porte e a Cavriago, a diversi istituti, il Comune sta rifacendo il look: alla primaria Rodari e alla secondaria di primo grado Galilei. Due cantieri molto importanti sui quali fa il punto la sindaca Francesca Bedogni.

«Questo è forse l’anno più difficile per le nostre scuole – afferma la prima cittadina – Ai disagi inevitabilmente causati dai cantieri, si aggiungono i disagi causati dalle norme di protezione sanitaria che impongono un utilizzo rigido degli spazi che non ci aiuta nell’organizzazione dell’attività. Sono 15 le classi alloggiate in strutture provvisorie collocate al parco dello Sport e nell’area del centro, pertanto è comprensibile quanto sia complicato gestire questa fase. Molto importante per noi è poter contare sulla collaborazione della scuola e delle famiglie nella comune consapevolezza che questi disagi sono un passaggio temporaneo che porterà la nostra comunità scolastica a fruire di spazi nuovi, più ampi, più sicuri e più funzionali».

Partiamo dalle Medie. La Galilei avrebbe dovuto riaprire con il cantiere finito il 13 settembre, che cosa è accaduto?

«Sul cantiere della scuola media Galilei registriamo un ritardo legato a difficoltà dell’impresa nel reperimento dei materiali – spiega Bedogni – In questo tempo di ripresa in cui siamo in condizione di spingere su diversi interventi, il tema del reperimento materiali è piuttosto caldo. Stiamo lavorando affinché l’impresa responsabile dei lavori garantisca la chiusura del cantiere nel più breve tempo possibile, speriamo entro la fine dell'anno».

Quindi quando si prevede che i ragazzi torneranno tutti nell’istituto di via del Cristo senza dover usare le aule della sede provvisoria oggi nel cortile degli ex Tigli?

«Al termine dei lavori valuteremo insieme alla scuola la funzionalità e l’utilità di un eventuale trasferimento in corso d’anno o, al contrario, un trasferimento in occasione dell’inizio dell’anno scolastico 2022/2023».

Veniamo alla scuola primaria. L’anno scolastico ripartirà su tre sedi per i bambini (De Amicis, Ex Tigli e sede provvisoria di via Bassetta) ma con i lavori alla Rodari che sono nel pieno dello svolgimento. Quando sono partiti? In questi mesi cosa è stato fatto?

«I lavori sono iniziati a maggio e procedono speditamente. Attualmente siamo nel pieno della fase di demolizione che, al contrario di quello che si potrebbe pensare, è una fase molto delicata in quanto non riguarda tutta la struttura ma solo alcune sue parti. Sono terminati nei tempi stabiliti invece i lavori di adeguamento dell’impianto antincendio, propedeutici all'avvio del cantiere e riguardanti tutti gli edifici del comparto».

Quali sono i prossimi step alla Rodari e quando si prevede possano finire i lavori?

«Successivamente si procederà con gli interventi relativi al consolidamento sismico della struttura esistente per poi passare all'ampliamento della struttura. Il cantiere della Rodari è un cantiere molto complesso quindi la prudenza sui tempi è d'obbligo. Stando ai tempi previsti da gara, la scuola dovrebbe essere pronta per l’anno scolastico 2023/2024 anche se, come sempre, proveremo a fare di tutto per anticipare la consegna».

Una volta conclusi i lavori, quali saranno le caratteristiche principali delle due nuove scuole?

«Le scuole saranno entrambe completamente rispondenti alle più recenti normative sulla sicurezza sismica, altamente performanti sul piano dei consumi (saranno infatti collocate in classe A), più grandi e con spazi pensati per una didattica flessibile, innovativa ed integrata».

Si sta pensando di tenere le due strutture temporanee per altri usi o verranno probabilmente smantellate?

«La riflessione è attualmente all’attenzione della maggioranza ma al momento non è previsto il riscatto».

Nel mentre le scuole dell’infanzia e il nido di Cavriago hanno riaperto a fine agosto, come state gestendo i due servizi con il Covid?

«I servizi educativi per l’infanzia sono ripartiti regolarmente. La novità principale, non legata al Covid ma all'andamento demografico, è l'attivazione sperimentale di una sezione primavera, esperienza nuova per Cavriago, pensata per garantire flessibilità in una fase di calo delle nascite e di conseguenza delle iscrizioni. Le regole di protezione sanitaria sono le stesse già attivate nello scorso anno scolastico e si basano sulla costituzione ed il mantenimento di gruppi stabili che garantiscano la tracciabilità. Questo ci rende molto complicato attivare il servizio di tempo prolungato mentre è già regolarmente attivo il servizio di ingresso anticipato».

Cristina Fabbri

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