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Il Museo contadino sarà dedicato al suo fondatore Enzo Carretti

M.P.
Il Museo contadino sarà dedicato al suo fondatore Enzo Carretti

L’omaggio in occasione dei 90 anni dalla nascita L’esposizione è nata nel 1968 come mostra temporanea

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SAN MARTINO IN RIO. Domani il Museo dell’agricoltura e del mondo rurale sarà dedicato al suo fondatore Enzo Carretti. La dedica, con l’inaugurazione della targa, avverrà a pochi giorni dal 90° anniversario della nascita di Carretti, scomparso il 14 aprile del 2020 a 88 anni. Parteciperanno il sindaco Paolo Fuccio, la figlia Enrica, la direttrice del museo Giulia Guidetti e la vicepresidente della commissione cultura della Regione Emilia-Romagna, Stefania Bondavalli.

«Rendiamo omaggio a un grande sammartinese a cui abbiamo voluto tutti bene e che ci ha voluto tutti un gran bene con questa intuizione – commenta il sindaco Fuccio –. Perché Enzo e i suoi compagni di avventura, Emilio Storchi Fermi “Barighin” fondatore del Museo dell’automobile, Vittorio Vicenzi “Vic” e Umberto Lucenti ci hanno insegnato che la cultura dev’essere pubblica perché sia fruibile da tutti e possa essere di beneficio per tutti. E questo l’ha fatto in anni in cui le priorità per molti erano altre: un precursore».

Per questa occasione l’amministrazione comunale ha promosso la realizzazione di un documentario su Carretti e la genesi del “Museo Enzo Carretti: il Museo che non c’era”, visionabile sul canale YouTube del Comune.

Sempre nella giornata di domani il Museo propone, all’interno delle proprie sale, un’esposizione dei materiali di lavoro (ricerche, fotografie, diapositive, interviste, appunti, video) realizzati da Enzo Carretti e conservati presso il Centro di documentazione del Museo.

Nato nel 1968 come mostra temporanea, il museo è il risultato di una esperienza maturata dopo anni di ricerca promossa e condotta da Enzo Carretti che, assieme a un gruppo di appassionati, ha raccolto e preservato una grande quantità di testimonianze materiali, orali e documentarie del mondo contadino locale. Divenuto di proprietà comunale, il Museo è rimasto allestito al piano superiore della rocca estense fino al 1983, anno in cui se ne rese necessaria la chiusura per l’inizio dei lavori di restauro dell’edificio.

È stato riaperto il 21 maggio 1994, dopo una riorganizzazione completa, assumendo il nome di Museo dell’agricoltura e del mondo rurale, con progetto e allestimento a cura dell’antropologo-museologo Mario Turci. Il museo raccoglie, conserva, studia e valorizza le testimonianze umane e l’esperienza di vita contadina e artigiana della media e alta pianura a est di Reggio Emilia, quale era fino all’inizio del XX secolo, prima della meccanizzazione agricola.

Oltre alla mostra, i l museo dell’agricoltura mette a disposizione dei visitatori l’archivio, la biblioteca, la fototeca, una fonoteca e la videoteca.

M.P.

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