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«A tutti abbiamo offerto un posto letto Sono state mantenute umanità e legalità»

Am. P.
«A tutti abbiamo offerto un posto letto Sono state mantenute umanità e legalità»

Il sindaco Vecchi sull’operazione di ieri mattina: «Spaccio e reati contro la persona erano diventati intollerabili»

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REGGIO EMILIA. «Non chiamatelo sgombero. Sgombero è quando si picchia e si manda via la gente, questo non è successo. Qui sono stati accompagnati all’esterno, in modo ordinato, gli ultimi senzatetto, tra l’altro in numero esiguo perché la maggior parte era già fuori. Un’operazione alla reggiana, che ha tenuto insieme umanità e legalità».

Così il sindaco di Reggio Emilia, Luca Vecchi, ha espresso soddisfazione per le ex Reggiane finalmente svuotate. Un’operazione a sorpresa, anche se da tempo era nell’aria.

Perché proprio ora?

«Abbiamo portato a compimento un lavoro che avevamo assunto come impegno all’inizio di quest’anno, quando insieme a Diocesi, Regione, Ausl e Caritas abbiamo firmato il progetto Reggiane Off con l’obiettivo di creare nei mesi le condizioni per una progressiva fuoriuscita dei senzatetto e per farli approdare ad una condizione abitativa migliore. Questo il senso di Reggiane Off, che ha trovato un alloggio dignitoso a 110 persone, di cui 70 la settimana scorsa e ben 44 tra lunedì e giovedì. A tutti è stato offerto un posto letto, a riprova che il principio alla base del progetto, cioè da un lato l’umanità e la solidarietà per i disagiati e dall’altro lato legalità e sicurezza dei residenti, è stato rispettato. Devo ringraziare tutti: la rete di solidarietà sociale, l’Ausl che ha gestito un focolaio, le forze dell’ordine che hanno contrastato quelle frange minoritarie dedite all’illegalità. Da precisare che le 110 persone uscite non sono malviventi e non coincidono con gli spacciatori, ma è ovvio che le ex Reggiane erano un grande magnete di degrado. Mi assumo la responsabilità politica: ho preso un impegno con la città e l’ho rispettato».

Rimanevano all’interno solo dodici senzatetto. Perché avete anticipato i tempi?

«All’inizio dell’anno, per prudenza, avevo detto che avremmo impiegato tutto l’anno. Poi strada facendo abbiamo capito che l’uscita morbida era possibile entro ottobre. Alla luce della recente intensificazione di alcune tipologie di reato in piazzale Europa e dintorni, insieme al prefetto abbiamo ritenuto di accelerare. Spaccio e reati contro la persona erano diventati intollerabili. Siccome erano previsti per ieri i lavori edili per tombare circa 600 metri quadri di finestre e avrebbero potuto verificarsi tensioni, la questura ha ritenuto di presidiare la zona con la forza pubblica. A merito del questore va detto che il tutto si è svolto con ordine».

Perché la parola sgombero definitivo le fa venire l’orticaria?

«Mi aspetto la polemica e pongo la domanda: se qualcuno pensava di poter sgomberare i senzatetto lasciandoli in giro per la città sarebbe stato accettabile? Reggiane Off ha fin da subito pensato al progressivo svuotamento perché lì non c’erano le condizioni igienico-sanitarie. Si è cercato un miglioramento delle condizioni di vita. Se altri contesti urbani fuori controllo vengono militarizzati e sgomberati, oggi abbiamo scelto un’altra strada. Positivo che si sia completato questo percorso con una risposta che offre un’opportunità a chi la vuole cogliere».

E sul definitivo? Come evitare i rientri improvvisati?

«Il progetto Reggiane Off non finisce qui. Le persone saranno seguite nei nuovi alloggi e al contempo l’area andrà costantemente monitorata e vigilata. La vigilanza privata, accanto alle forze dell’ordine, eviterà che la zona torni a ripopolarsi».

Come impedire un ritorno al passato?

«Io non posso escludere che in piazzale Europa continui a convergere chi vive di spaccio: nei confronti di costoro ci sarà tolleranza zero. Le ex Reggiane sono un’area enorme di decine di migliaia di metri quadrati. I cantieri comunali occupano 120mila metri quadri e non a caso lì non c’è illegalità, il resto è un’area privata. L’abbattimento e la tombatura, tramite Stu, assicureranno la messa in sicurezza dell’area per evitare nuovi ingressi. A breve potenzieremo l’illuminazione».

Am. P.

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