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Fabbrico 

Delitto di San Valentino Parleranno l’assassino e il presunto complice

J. D. P.

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FABBRICO. Due colpi di scena nel processo in Corte d’Assise a Reggio sull’omicidio del 22enne pakistano Ahmed Waqas, avvenuto a Fabbrico la notte di San Valentino, nel febbraio 2014.

Ieri l’avvocato Paolo Comastrini ha annunciato che il suo assistito, l’imputato Shamraiz Sadiq Naveed (nella foto), vuole essere ascoltato in aula. Il collegio giudicante presieduto da Cristina Beretti, invece, ha chiesto di ascoltare in aula Mustafa Ghulam, che è stato condannato in via definitiva con rito abbreviato (per lo stesso delitto) a 14 anni di reclusione. Ghulam ora parlerà nelle vesti di testimone, con una condanna definitiva alle spalle: c’è dunque grande attesa sulle sue dichiarazioni e ci si chiede se fornirà elementi nuovi rispetto a quanto ha sempre dichiarato, in modo piuttosto contraddittorio, fino ad ora.

Il 46enne comparirà nell’udienza del 24 settembre. L’imputato, invece, sarà sentito il 19 novembre. La discussione è prevista per il 17 dicembre, poi si riunirà la camera di consiglio per la sentenza.

L’impressione è che le dichiarazioni del pakistano condannato e del presunto complice sotto processo in Assise, saranno un punto di svolta, soprattutto perché consentiranno alla giuria popolare di farsi un quadro più preciso di questa intricata vicenda.

Nell’udienza di ieri dovevano essere sentiti due testimoni, uno zio e un amico della vittima. Il primo risulta irreperibile, il secondo invece è in Pakistan e non è intenzionato a tornare. Il pm Giacomo Forte ha pertanto chiesto di acquisire agli atti del dibattimento le sommarie informazioni testimoniali fornite in fase di indagine.

Quello di Fabbrico è stato un feroce delitto a sfondo passionale. Per l’accusa Mustapha Ghulam aveva mire nei confronti della giovane vittima. Inoltre, il ragazzo ucciso sarebbe stato accusato di maldicenza nei confronti della moglie di Shamraiz Sadiq Naveed (attuale imputato).

I due pakistani avrebbero teso un’imboscata mortale al 22enne nel febbraio 2013 e poi lo avrebbero sotterrato in un campo in via Cascina a Fabbrico, dove il corpo venne ritrovato durante gli scavi di un cantiere nel maggio 2014. La svolta nelle indagini tre anni dopo, nel 2017, con l’arresto di Ghulam. In seguito l’assassino ha chiamato in causa anche Naveed.

Lo zio e il padre della vittima sono parte civile e sono assistiti, rispettivamente, dai legali Mario Di Frenna e Francesco Tazzari.

J. D. P.

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