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«Vogliamo assicurare a tutti un alto livello di controlli»

E.Spa.
«Vogliamo assicurare a tutti un alto livello di controlli»

L’assessore regionale Donini oggi sarà in piazza della Vittoria  «A Reggio un’incidenza di 396 decessi ogni 100mila abitanti» 

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L’INTERVISTA

«Gli ultimi dati disponibili, che fanno riferimento al quadriennio 2014-2018, indicano un’incidenza di 396,2 decessi ogni 100mila abitanti, con una prevalenza maschile, che sale a 420,4, contro il 373,1 riferito alle donne». Così l’assessore regionale alle Politiche per la Salute, Raffaele Donini, presenta la tappa reggiana della campagna “Tieni in forma il tuo cuore", in programma oggi dalle 10 in piazza della Vittoria, dove si eseguiranno screening gratuiti e lezioni sull’uso corretto dei defibrillatori.

Assessore, le malattie cardiovascolari rappresentano una classe di patologie tra le più pericolose in assoluto per le persone. La vostra campagna ha proprio l’obiettivo di informare i cittadini su questi rischi, ma non solo.

«Non solo di informare, è vero, ma assicurare un primo livello di controllo a tutti i cittadini che si presenteranno a partire dalle 10 in piazza della Vittoria, dove saranno presenti una clinica mobile e due gazebo. In Emilia-Romagna, come del resto in tutto il Paese, le malattie cardiovascolari sono la prima causa di morte, a cui si devono aggiungere circa 20mila persone che ogni anno sono colpite da uno scompenso cardiaco e 65mila con cardiopatie ischemiche. Non solo, il 2% degli emiliano-romagnoli soffre di fibrillazione asintomatica e addirittura un terzo della popolazione regionale soffre di ipertensione, che è un fattore di rischio tra i più comuni. Prevenire, in questo senso, è la prima cosa da fare, la più importante. E proprio per questo siamo nelle piazze per invitare i cittadini a controllarsi, non solo in occasione della giornata dell’evento».

Cosa troveremo in piazza oggi?

«Dalle 10 alle 18 tutti i cittadini potranno contare sul lavoro di un’equipe di professionisti per una serie di check-up: assetto lipidico, misurazione della pressione, misurazione dell’indice di massa corporea (BMI) e screening della fibrillazione atriale asintomatica. Oltre ai check-up, ci saranno anche momenti di educazione alla prevenzione cardiovascolare, colloqui sui sani stili di vita, e lezioni sull’uso del defibrillatore».

Sarà anche rilasciata la “carta del rischio”. In cosa consiste?

«Al termine dei check- up, ogni cittadino riceverà un documento che, sulla base dell’esito dei controlli, indica il livello di rischio cardiovascolare. È chiaro che se un cittadino dovesse manifestare un quadro di rischio particolarmente alto, o dovessero emergere elementi che necessitano di ulteriori approfondimenti, i medici programmeranno una visita presso la cardiologia di riferimento del territorio».

Nelle prime due tappe, a Ferrara e Cesena, sono state circa 500 le persone che hanno usufruito del servizio della clinica mobile. È un segno, quantomeno simbolico, del fatto che portare la sanità sul territorio è davvero la strada su cui insistere?

«Per dirla con una battuta: nel futuro sarà sempre più la sanità a dover andare dai cittadini, non il cittadino a dover andare alle strutture sanitarie. Il senso, e la pandemia ce lo ha drammaticamente insegnato, è che le esigenze sanitarie dei cittadini devono sempre più essere intercettate sul nascere, con una rete di servizi sociosanitari, penso alle Case della salute, farmacie, infermieri di comunità, medici di medicina generale, pediatri, che assicurino la massima prossimità possibile. Nel caso della pandemia, ad esempio, è stato strategico andare sul territorio a scovare uno per uno i focolai sul nascere, prima che potessero diffondersi e saturare le corsie degli ospedali, oltre che provocar quel carico di dolore e lutti che tutti ci ricordiamo all’esordio».

Prevenire è fondamentale, ma durante la pandemia è stato molto difficile potersi prendere cura di sé. Non crede?

«Le restrizioni, necessarie per evitare la diffusione del virus, hanno rallentato lo svolgimento di alcuni screening, ma abbiamo recuperato su gran parte dei fronti. Vorrei ricordare che il blocco vero e proprio degli screening oncologici è stato necessario solo durante il primo lockdown, tra marzo e aprile 2020. Abbiamo ottimi professionisti sanitari e possiamo contare su un modello organizzativo che ci sta facendo velocemente tornare ai livelli di prestazioni pre-Covid, anche per quel che riguarda tutto il restante ambito della prevenzione grazie ai Medici di Medicina generale a alle case della salute».

A proposito di pandemia, la campagna vaccinale prosegue, come giudica la situazione a Reggio Emilia?

«Attualmente, nella popolazione assistita dall’Azienda Usl di Reggio Emilia (residenti e domiciliati con scelta del medico) l’88,5% ha già ricevuto la prima dose di vaccino e, di questi, il 78,5% ha già ricevuto anche la seconda dose, quindi la copertura vaccinale completa. Per quel che riguarda gli over 80 siamo addirittura al 96,5% con una dose e al 91,8 % di persone completamente immunizzate».

E.Spa.

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