Gazzetta di Reggio

Reggio

la convalida degli arresti 

In 5 restano dentro per aver spacciato di continuo hascisc in piazzale Europa

Tiziano Soresina

La polizia illustra con video e appostamenti i ruoli interscambiabili dei pusher e le fughe alle ex Reggiane dove tutti vivevano 

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Tiziano Soresina

reggio emilia. Tutti i nove arresti convalidati ieri mattina dal gip Dario De Luca, ben pochi degli indagati che rispondono se non sinteticamente e in un italiano stentato alle domande del magistrato giudicante (la maggior parte si è infatti avvalsa della facoltà di non rispondere) dalla saletta del carcere in cui sono videocollegati con l’udienza in tribunale, poi la decisione del giudice sulle misure cautelari relative a questo blitz differito della squadra mobile della polizia sullo spaccio di hascisc in piazzale Europa che va avanti da anni.

Restano in carcere cinque gambiani. Si tratta di Madou Lamin Tamba (29 anni) e Lamin Keyabou (27 anni) che sono entrambi difesi dall’avvocatessa Jenny Loforese, in cella rimangono pure Bah Yerro Saidi ed Ebrima Sillah (rispettivamente di 25 e 24 anni, tutelati dall’avvocatessa Elisabetta Strumia), infine il 25enne Arthur Dimex (assistito dall’avvocato Fabrizio Pancaldi). Escono invece dal carcere, ma devono rispettare due misure restrittive – divieto di dimora nel Reggiano e obbligo quotidiano di firma nella caserma competente sul loro domicilio – gli altri quattro indagati: il gambiano Malick Saine (24 anni, difeso dal legale Maurizio Colotto), il nigeriano 22enne Gideon Ikiakhe (assistito dall’avvocato Claudio Bassi), il maliano 27enne Yankuba Barrow (tutelato dall’avvocato Vainer Burani) e il gambiano Kawsu Jassey che è difeso dall’avvocatessa Laura Ferraboschi. Il gip De Luca ha anche concesso il nulla osta per l’espulsione di Barrow, Ikiakhe, Jassey e Saine. Da quanto “filtra” dall’operazione coordinata dal pm Laura Galli, appostamenti e video riprese della polizia illustrano – in piazzale Europa – l’agire degli indagati che ricoprivano ruoli intercambiabili (vedetta, depositario della droga, autore materiale della cessione di hascisc) e poi fuggivano nei capannoni dismessi delle ex Reggiane (tutti gli arrestati vivevano in quelle strutture fatiscenti) nel caso si rendessero conto che la situazione “scottava” e in quella vasta area industriale potevano facilmente nascondersi.

E gli inquirenti hanno documentato un’attività di spaccio nel piazzale che era pian piano divenuta di riferimento per i consumatori di hascisc (per lo più italiani) e da non poco tempo. Ora l’inchiesta si avvia verso la chiusura.

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