Le aule reggiane pronte per 64mila studenti e 7.200 insegnanti
Ricominciano oggi le lezioni in presenza in tutta la provincia. Istituti alle prese con green pass e regole sul distanziamento
REGGIO EMILIA. Dopo un’estate ricca di discussioni e ragionamenti su didattica in presenza, distanziamenti, certificazioni obbligatorie, trasporti pubblici e tamponi finalmente ci siamo. Per oltre 64mila studenti reggiani e per i loro 7.200 insegnanti inizia – o ricomincia – l’anno scolastico. Un banco di prova, com’è stato definito da istituzioni e provveditorati, per testare l’efficacia delle misure adottare per garantire la sicurezza di ragazzi e personale scolastico.
E, se necessario, correggere il tiro in corsa con un solo obiettivo comune: evitare il più possibile il disastro della didattica a distanza.
Gli studenti
Complessivamente saranno 67 le istituzioni scolastiche attive sul territorio provinciale. I plessi accoglieranno un bacino di utenza di 64.782 studenti, dei quali 2.742 portatori di handicap: in lieve calo rispetto all’anno scorso, quando erano stati 65.180 gli alunni complessivi (-0.61 per cento), mentre continuano ad aumentare gli alunni con disabilità certificate, che l’anno precedente erano stati 2.682 (+2.24 per cento). Per quanto riguarda le scelte delle famiglie reggiane, le preferenze sono in linea con l’andamento regionale: poco più del 44 per cento degli alunni ha scelto i licei (+2.8 per cento) e quasi il 56 per cento si è iscritto ai professionali (+2.5 per cento) e ai tecnici (+0.7 per cento). Con questi ultimi che, se sommati, paiono in netta risalita per le maggiori opportunità lavorative che offrono in una congiuntura di crisi economica.
Il personale scolastico
Sono invece 7.259, fra docenti con posti comuni e docenti di sostegno, coloro che hanno assunto l’incarico entrando in organico. Di questi 5.643 sono posti comuni, 875 posti di sostegno.
Con un ricorso massiccio (741), come d’abitudine, ai posti di sostegno in deroga. L’esercito degli Ata (personale amministrativo, tecnico e ausiliario), è costituito invece da 1.903 addetti: 65 Dsga (direttore dei servizi generali e amministrativi), 424 assistenti amministrativi, 147 assistenti tecnici, sei addetti alle aziende agrarie e tre cuochi. La fetta principale è incarnata da 1.257 collaboratori scolastici, chiamati ad assicurare misure igieniche particolarmente impegnative a causa della pandemia.
Green pass e tamponi
Numeri a parte, la vera novità di quest’anno sono le regole anti contagio. Ecco dunque come funzionerà nelle scuole, a partire da oggi.
Tutto il personale scolastico e universitario, oltre agli studenti degli atenei, dovranno possedere il green pass. Il mancato rispetto del requisito è considerato assenza ingiustificata e, dopo cinque giorni, è prevista la sospensione dallo stipendio. La mascherina è obbligatoria dai sei anni in su mentre, per quanto riguarda le sezioni con alunni maggiori di 12 anni, sarà possibile toglierla solo se la totalità dei presenti è vaccinata.
Il decreto del governo inoltre estende l’obbligo della certificazione verde a «chiunque accede a tutte le strutture delle istituzioni scolastiche, educative e formative». Oltre al personale scolastico, dunque, anche i genitori e gli eventuali accompagnatori degli alunni, come baby-sitter e altri parenti, per entrare a scuola dovranno presentare un green pass valido.
Per quanto riguarda i tamponi, a confermato sabato alla Gazzetta di Reggio l’assessore regionale Donini, verrà data possibilità a tutti coloro che non possono vaccinarsi, quindi gli under 12 e tutti quelli che hanno delle patologie certificate, di potersi testare gratuitamente ogni settimana in farmacia con un tampone rapido.
Quarantene ridotte
Sempre la Regione ha già fornito, sulla base delle direttive nazionali, le indicazioni operative da seguire per l’individuazione dei “contatti stretti” in caso di presenza di un positivo.
L’obiettivo è evitare il più possibile di confinare intere classi o istituti in quarantena in caso di studenti o personale positivo al Covid, ridefinendo in maniera più stringente i contatti stretti e le persone a rischio contagio.
Anche in questo caso, infine, entra in campo la protezione garantita dal vaccino anti Covid. La durata della quarantena, infatti, avrà durate differenti: sette giorni per chi si è vaccinato e dieci per gli altri.
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