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Diversificazione e incentivi per gli agriturismi

Diversificazione e incentivi per gli agriturismi

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La grande espansione urbana dei primi anni Duemila è andata di pari passo con la riduzione del territorio agricolo. Ciononostante entro i confini comunali sono ancora comprese più di mille imprese dedite ad agricoltura e allevamento, di cui quasi la metà di dimensione inferiore ai cinque ettari. Molte di esse non si limitano a produrre, ma trasformano e vendono beni e servizi, svolgendo anche attività ricettive, didattiche e commerciali. Il Pug favorisce ulteriormente questa diversificazione attraverso specifici incentivi edilizi e la possibilità di insediare una pluralità di usi ammissibili, oltre alle funzioni agricole principali, promuovendo in particolare gli agriturismi. Il Pug pone al centro di tutte le scelte in territorio rurale l’agricoltore come produttore di eccellenze e custode del paesaggio. Il Piano recepisce su scala locale la strategia del Farm to Fork promossa con il Green Deal europeo, che mira a rendere i sistemi alimentari più equi e rispettosi dell’ambiente. Si punta perciò a raddoppiare la superficie agricola biologica entro il 2030 riducendo del 30% i prodotti fitosanitari e fertilizzanti. A tal fine vengono introdotti vincoli e incentivi per la promozione dell’agricoltura biologica e integrata, la copertura dei lagoni, il potenziamento e la riqualificazione delle greenway, la riduzione dei consumi idrici e la possibilità di realizzare impianti fotovoltaici solo su tetto. Una vasta zona a sud del centro abitato sarà candidata a Mab Unesco al fine di valorizzarne la dimensione paesaggistica nel rispetto delle produzioni tipiche insediate.

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