I complimenti del sottosegretario per lo sgombero delle ex Reggiane
Al prefetto il plauso del deputato della Lega Nicola Molteni «Prioritari controllo del territorio e contrasto allo spaccio»
REGGIO EMILIA. «Desidero esprimere la mia soddisfazione e il mio plauso agli agenti della polizia di Stato, dell’Arma dei carabinieri, dei vigili del fuoco, della polizia locale e all’amministrazione comunale per l’azione di sgombero delle ex Officine Reggiane, un sito industriale dismesso, occupato da tempo da cittadini extracomunitari e senza fissa dimora».
Parte così il plauso giunto da Nicola Molteni, sottosegretario all’Interno in quota Lega, in una nota diramata in queste ore dopo il sostanziale sgombero dell’ex area industriale alle porte di Reggio.
Una liberazione delle Reggiane con ricollocamento dei bisognosi e chiusura degli accessi agli edifici, per evitare il brulicare di spacciatori e rapinatori che hanno segnato le cronache di questi mesi.
«Si è trattato di un’importante azione in totale sinergia tra i corpi dello Stato, coordinata dal prefetto Rolli cui va un mio particolare ringraziamento. L’operazione si è svolta senza incidenti, proprio grazie alla preparazione e alla professionalità degli agenti impiegati».
L’idea dietro lo sgombero alle Reggiane è stata basata su un ricollocamento delle oltre cento persone residenti da tempo. Un progetto basato su una sorta di “corridoio umanitario” che ha visto l’azione corale di Comune, Caritas, Stu Reggiane, Diocesi e Migrantes per individuare le persone senza fissa dimora dentro le ex Officine e avviare una relazione per accompagnarle verso possibili percorsi di accoglienza. «Voglio ringraziare anche la meritoria opera della Diocesi che, con il Comune – ricorda infatti il sottosegretario – ha predisposto l’accoglienza di quanti avevano trovato rifugio nell’ex Officine con un progetto di uscita che ha coinvolto circa 80 persone, 44 questa settimana, nonché dei costi di messa in sicurezza degli immobili. Un momento importante quindi per la città, perché permetterà la bonifica e la riqualificazione della zona che versa attualmente in una situazione di grave degrado igienico-sanitario, spesso teatro di spaccio di stupefacenti e di microcriminalità».
La chiusura degli immobili con dei mattoni per evitare nuovi abusi prevede quindi la risistemazione dei capannoni accessibili finora in modo indebito. Questa azione è contestuale al trasferimento delle persone, effettuata in maniera graduale in questi mesi estivi. Nel frattempo, visto anche l’alto numero di furti, rapine e casi di spaccio, è stato attivato un servizio di presidio e vigilanza sull’intera area al fine di impedire o comunque ridurre e contrastare il permanere o lo svilupparsi di attività illecite, che dalla scorsa primavera all’estate avevano raggiunto un livello alto di pericolo, come lamentato a più riprese dai residenti. «Il controllo del territorio, il contrasto all’immigrazione e allo spaccio di droga rimane prioritario, come fondamentali sono la prevenzione e il contrasto a tutte le forme di insicurezza urbana – è l’indicazione di Molteni –. Lo Stato c’è, e il coordinamento efficace delle diverse istituzioni, come questo caso dimostra, è la via certa per il ripristino della legalità e della sicurezza di tutti i cittadini».
E.L.T.
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