Invertire lo stallo nella crescita della popolazione
La popolazione reggiana non cresce più ormai da dieci anni e vede ridursi anche la componente straniera, quasi del 5%. L’invecchiamento è segnato da un più 10% degli over 80 e un meno 20% degli under 6. Le persone sole, statisticamente definite famiglie monopersonali, formano oggi il 36% dei nuclei familiari. Per rispondere ai bisogni di questa cittadinanza il Piano urbanistico generale attribuisce un ruolo centrale al Piano di comunità, che costituisce un’evoluzione naturale del precedente Piano dei servizi. Con il Piano di comunità si supera il concetto di “standard quantitativo”, per valutare invece prioritariamente ciò che serve al territorio a partire da ciò che è già presente. La città, infatti, dispone di 61 metri quadrati per abitante di spazi e attrezzature pubbliche, a fronte di una dotazione minima di 30 prevista dalla Regione, anche se talvolta se ne evidenziano limiti in termini di funzionalità e qualità. Nel progettare la città pubblica il Pug ha dunque tenuto conto della necessità di rifunzionalizzare le dotazioni esistenti, promuovere la domiciliarità dei servizi ed una maggiore diffusione delle Case della comunità, nonché di qualificare come vere dotazioni territoriali i servizi privati convenzionati. Inoltre vengono recepite le scelte introdotte con il Piano dello sport e viene promossa la riqualificazione di spazi pubblici e privati inclusivi sulla base del progetto "Città senza barriere".
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google
