Le parole d’ordine sono rigenerazione e riqualificazione
Fare di necessità virtù è un saggio consiglio che ben s’attaglia al Piano urbanistico generale (Pug), di cui è in corso l'elaborazione e si prevede il completamento entro l’anno prossimo. Nell’era della denatalità, solo parzialmente compensata dall’immigrazione, non è ipotizzabile una domanda di nuove abitazioni paragonabile a quella che determinò la vertiginosa crescita del decennio 2001-2011, quando la superficie urbanizzata salì dal 17% al 20,7% del territorio comunale, collocando Reggio Emilia ai primi posti nella poco invidiabile graduatoria delle città medie con il maggiore consumo di suolo.
Difficilmente l'attività edilizia, che si sta faticosamente risollevando da una crisi decennale, potrà ritornare alla frenesia del recente passato. Perciò la giunta ne approfitta per predisporre un Pug che, com’è già avvenuto negli ultimi anni con il precedente strumento urbanistico denominato Piano strutturale comunale, metta da parte la crescita quantitativa e punti ancor più sulla qualità dell’abitare, sullo sviluppo sostenibile, sulla rigenerazione urbana e sulla riqualificazione energetica e sismica, nella speranza che ciò possa contribuire anche a contenere il riscaldamento globale. È una scommessa virtuosa che presuppone il perdurare delle linee di tendenza confermate dal cambiamento dei comportamenti di massa indotto dalla pandemia.
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google
