Business park, in vendita uffici e garage per recuperare risorse dopo il fallimento
Dopo il ribasso, il tribunale fissa per ottobre la vendita della palazzina mai terminata, di 15 stalli auto interrati e alcuni uffici
REGGIO EMILIA. Basta meno di un milione di euro per provare ad aggiudicarsi la grande palazzina “G” mai ultimata che campeggia dietro al business park di via Pansa. Una sorta di monumento alla crisi immobiliare reggiana – pignorato infatti dal tribunale – che sarà battuto all’asta a ottobre per cercare di incassare risorse dopo il fallimento nel 2017 della società Recos.
L’istituto delle vendite giudiziarie lo ha messo in vendita su mandato del tribunale di Reggio per 1 milione e 180mila euro, con offerta minima però ribassata a 888 mila euro. Soldi sufficienti per assicurarsi l’intera palazzina al grezzo e 35 posti auto interrati. Si tratta di uno dei pezzi messi sul mercato dal tribunale dopo il fallimento per eccessiva esposizione verso le banche della Recos-Reggiana Costruzioni srl, società costituita nel 1992 per realizzare il centro direzionale in seguito all’acquisto dell’area dell’ex Gasometro.
Un’operazione avvenuta tra il 1995 e il 2002, poi in parte naufragata. Fino al 2008 sono state vendute molte delle decine di unità immobiliari coperte dai mattoni, che si affacciano da un lato su viale Isonzo e dall’altro su via Paterlini. Poi, però, sono seguite svalutazioni in forza della crisi, soci in difficoltà (Cmr Reggiolo in primis), pignoramenti di affitti per mancato pagamento delle spese di condominio, con debiti giunti attorno ai nove milioni di euro. La palazzina “G”, tra negozi al piano terra, uffici e magazzini conta circa mille metri quadrati. Oltre a quella, il tribunale ha messo in vendita anche altri tre uffici situati negli altri stabili del business park, con prezzi a offerte minime che partono da 138mila a 160mila euro. Ci sono poi in vendita quindici posti auto interrati tra doppi (offerta minima 24mila 300euro) e singoli (10mila euro), situati quindi a poca distanza dal centro storico di Reggio. La vendita segna una ferita per il mercato immobiliare reggiano, che tra sboom del mercato, crisi di imprese e cooperative, ha intasato gli uffici giudiziari visto l’alto numero di procedure concorsuali o fallimentari di questi ultimi 10 anni. Per tentare di salvare dal crac il business park di via Pansa, nel febbraio 2015 fu avviata la liquidazione decisa dai soci. Tra i principali ci sono campioni dell’edilizia privata come Edilgrisendi e coop in crisi come la Cmr, presenti in proprio e tramite il consorzio Co.Re.Co. Con quote minori ci sono anche la Gonzaga srl, Alleanza Immobiliare, Edilsei srl, e in passato anche la Edilbonacini spa. L’allora liquidatore cercò di portare a termine la copertura dei debiti, scegliendo poi la strada del fallimento, chiesto in proprio il 19 ottobre del 2017. Dopo la costruzione la società immobiliare Recos – che appaltò i lavori per buona parte ai soci stessi – riuscì a vendere solo parte delle unità immobiliari. La circostanza che più di ogni altra ha portato alla richiesta di fallimento in proprio della società Recos fu il decreto ingiuntivo del Banco Bpm notificato nel 2016 per un importo di 6,6 milioni di euro, al quale è seguito poi un atto di precetto notificato nel febbraio del 2017 e, soprattutto, l’atto di pignoramento immobiliare. La grave crisi immobiliare si era abbattuta quindi anche sulla Recos, che non è più riuscita a realizzare vendite importanti dopo il 2009. Il pesante indebitamento bancario (finanziamenti residui con Banco Bpm per 6,5 milioni, Bper per 470mila euro e CariParma per 533mila euro) ha poi fatto collassare i conti della società.
Enrico Lorenzo Tidona
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