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IL BANDO DEL COMUNE 

Da Centri sociali a “Case di quartiere” ma in pochi si presentano per la gestione

Roberto Fontanili
Da Centri sociali a “Case di quartiere” ma in pochi si presentano per la gestione

C’è tempo fino al 20 settembre per presentare le domande per undici delle 27 strutture del territorio comunale

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Roberto Fontanili

REGGIO EMILIA. Non c’è la corsa per concorrere al bando per l’assegnazione della gestione dei Centri sociali reggiani, quando mancano ormai pochi giorni alla sua scadenza.

Il bando comunale che scade il prossimo 20 settembre è rivolto agli enti del terzo settore che intendono candidarsi alla gestione di questi luoghi strategici per la socialità e destinati, nelle intenzioni del Comune di Reggio Emilia, a trasformarsi in futuro – come dice lo stesso bando – da “Centro sociale a casa di quartiere”, e anche a futura sede per ospitare le attività e le riunioni delle consulte di quartiere.

Sarà per le difficoltà che tutti Centri sociali e le stesse associazioni hanno scontato e stanno in parte scontando a causa della pandemia, sarà che si tratta di una sfida nuova rispetto al passato, ma trovare nuovi gestori che sostituiscano o affianchino quelli attuali pare non attirare.

Il bando in scadenza riguarda 11 dei 27 Centri sociali sul territorio comunale, con altri nove che andranno a bando il prossimo anno, mentre i restanti sette hanno invece scadenze più in là negli anni.

«Il bando pubblicato a fine luglio – spiega Lanfranco De Franco, assessore comunale con deleghe (tra le altre) a Partecipazione, volontariato e Centri sociali – prevede che il Comune e le associazioni del Terzo Settore si confrontino per individuare insieme come gestire questo importante salto di qualità nella vita di questi luoghi sociali. Inoltre, il bando è anche il risultato di un percorso di accompagnamento e confronto che si è svolto a partire dal novembre 2019. Un dialogo grazie al quale il Comune, gli attuali gestori e altri soggetti dei quartieri interessati al cambiamento hanno valorizzato le proprie esperienze e cominciato ad analizzare possibili nuove soluzioni di servizio, attività sociali e di prossimità, cura dei beni comuni e dello spazio urbano. Tutto ciò con l’intento di rispondere a quei nuovi bisogni di prossimità che si sono rivelati così importanti per la qualità della vita delle comunità territoriali».

Il progetto a più fasi prevede fino al 20 settembre la presentazione delle candidature; che in ottobre e novembre vengano costituiti i Tavoli di co-progettazione con gli enti del Terzo Settore ammessi e che il 19 novembre vengano presentate le proposte progettuali per ciascun Centro sociale.

Infine, a dicembre vi saranno la valutazione delle proposte e la pubblicazione delle graduatorie per arrivare alla firma della convenzione nel gennaio 2022.

«Il Comune – aggiunge l’assessore – intende ripartite dai Centri sociali per co-progettare, insieme ai comitati di gestione, alle associazioni coinvolte e ai volontari un nuovo cammino accompagnandoli nell’aggiornamento del loro ruolo e incrementando nuovi potenziali servizi per la cura della comunità e del territorio».

I Centri sociali, peraltro, ricorda ancora De Franco «sono stati coinvolti nei percorsi e nei quartieri e hanno potuto confermare la loro centralità ed essere protagonisti presentando 22 dei 90 progetti nell’ambito dell’iniziativa Qua-Quartiere Bene Comune».

Abituati da anni a rivolgersi soprattutto agli anziani, oggi i Centri sociali sono chiamati ad aprirsi a tutta la comunità.

Il progetto prevede che i Centri sociali diventino in una graduale trasformazione “Case di quartiere” e siano in grado di fornire piccoli servizi a favore della comunità come il portierato sociale, la consegna pacchi, la realizzazione di spazi per informazioni alla cittadinanza o per l’alfabetizzazione digitale e l’accesso ai servizi on line.

Con una precisa funzione di presidio sociale in linea con la riformulazione del modello di decentramento che ha in animo di relizzare il Comune.

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