«Politica interessata troppo alle società e poco alla gestione»
Il sindaco Daviddi interviene sulle polemiche legate ai campi di Salvaterra: «Ora gli spazi sportivi sono garantiti anche ai più fragili»
CASALGRANDE. «Gestione dei campi sportivi di Salvaterra, abbiamo fatto scelte per un utilizzo equo delle strutture». Dopo due mesi di polemiche sulle strutture del parco del Liofante di Salvaterra, il sindaco Giuseppe Daviddi interviene.
L’amministrazione è stata criticata dalle opposizioni Pd e 5 Stelle dai Boys Casalgrande, società calcistica giovanile che lamenta di essere stata ignorata nonostante avesse tutti i requisiti. Per Daviddi, il nodo è precedente, nel rapporto politica-sport: «Spesso la politica si è interessata troppo delle società sportive e troppo poco di una gestione equilibrata degli impianti pubblici, è arrivato il momento di sollevare quel velo di ipocrisia che ammanta questo ambito, accantonando il politichese, purtroppo l’associazionismo è visto come un’area di influenza che garantisce consenso politico, questo peccato originale è un segreto di pulcinella noto a tutti». E continua: «Oggi la stragrande maggioranza dei campi da calcio esistenti sul nostro territorio sono recintati e chiusi con un lucchetto, una fotografia che mi rattrista, vedo invece una sempre più esasperata spinta agonistica e corsa all’accaparrarsi spazi». Per il primo cittadino, va cambiata la prospettiva: «L’utilizzo delle aree sportive deve essere garantito a tutti, come è stato fatto sino ad oggi e come sarà domani, e nell’utilizzo devono essere inclusi anche progetti rivolti alle persone fragili, questo ultimo tema non ha trovato sino ad oggi la necessaria attenzione, tanto è vero che diversi ragazzi del nostro Comune sono dovuti migrare in impianti di limitrofi». Da questa riflessione sarebbe partita la decisione di intervenire per rifare gli spogliatoi; i tempi necessari agli interventi avrebbero poi portato alla decisione di sospendere il bando di affido. «Su questo bisognerebbe porre l’accento invece che dirottare l’attenzione strumentalmente, ci sorprende che il Pd apparentemente non abbia in nessun modo sentito la necessità di sondare il parere di tutte le associazioni che hanno chiesto l’utilizzo dell’area». L’ultimo aspetto è quello dell’impiego dei campi, con la volontà di occuparli «al 100% della loro potenzialità per far fronte nel migliore dei modi alla richiesta di tutte società».
Questo perché, afferma Daviddi, «abbiamo assistito a situazioni per le quali alcuni impianti assegnati erano sottoutilizzati o subaffittati a società esterne (incassando i proventi), così come ritengo sia stato sbagliato spingere le società a fare investimenti sulle strutture che poi si sono dimostrate insostenibili, portandole a una ricerca spasmodica di entrate che le ha portate a subaffittare le aree per far fronte all’impegno finanziario, sottraendo di fatto possibilità di utilizzo a altre associazioni della nostra comunità».
Adriano Arati
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