«Segnalateci eventuali altri pericoli ma ora potete sentirvi più sicuri»
Il prefetto Iolanda Rolli plaude all’operazione che ha portato allo svuotamento delle Reggiane in collaborazione con le altre istituzioni
REGGIO EMILIA. «La chiusura delle ex Reggiane è stato un lavoro di squadra, che di per sé è un moltiplicatore di energie positive. Il merito non è mio, ma della squadra, a partire dal questore Giuseppe Ferrari, al quale vanno i miei ringraziamenti. Nel prossimo Comitato per l’ordine e la Sicurezza Pubblica si proseguirà con un debriefing su quanto svolto poi vedremo». Così il prefetto di Reggio Emilia Iolanda Rolli, deus ex machina dell’operazione alle ex Officine Reggiane, ha commentato la conclusione della fuoriuscita degli occupanti di venerdì scorso, che insieme alle murature di 600 metri quadri di finestre e alla nuova illuminazione dovrebbe mettere una pietra tombale sull’area degradata della città.
Sulle Reggiane lei incassa i complimenti del sottosegretario dell’Interno in quota Lega Nicola Molteni.
«Accettiamo volentieri i complimenti poiché le critiche arrivano da sole».
La Prefettura ha impresso una forte accelerazione?
«Ho svolto un ruolo di coordinamento su azioni che già erano in atto, in particolare il protocollo Reggiane Off siglato nel dicembre scorso. E ho seguito l’azione di polizia, coordinata dalla questura, che ha richiesto un dispositivo più complesso: il questore ha immaginato qualsiasi eventualità per farsi trovare pronti. Un’operazione ben riuscita, senza alcun problema».
Operazione chiusa in anticipo perché “i reati non erano più sopportabili”, ha detto il sindaco: lei concorda?
«Il Comune, insieme a Diocesi, Caritas e terzo settore, ha svolto un gran lavoro. Non dimentichiamoci che si tratta di una proprietà privata, il Comune sta intervenendo nell’inerzia della proprietà e questo comporta passaggi non immediati: il Comune predispone le ordinanze, valutate dal tavolo, poi le notifica alla proprietà, se non ottempera interviene il Comune. Non sono situazioni che possono esaurirsi in breve tempo. Non a caso il tavolo, che ogni settimana ha fatto il punto sulle ex Reggiane, è partito a marzo scorso e ha continuato ad operare».
Come avete fatto a tirare le fila in anticipo sui tempi?
«Fin dall’inizio l’obiettivo era concludere l’operazione entro dicembre. Ci siamo trovati bene a lavorare insieme e i tempi si sono ridotti. Quando si crea una forte collaborazione si raggiungere il risultato prima del previsto».
Ora come si procederà sul versante sicurezza?
«Le ex Reggiane continueranno ad essere controllate, poi tutto dipenderà dalla corposa riqualificazione. Ho discusso con il sindaco e con il rettore del grosso progetto dell’università, che entro un anno e mezzo porterà molti studenti a popolare quella zona».
Ai residenti di Santa Croce che si sono fatti sentire in questa calda estate cosa vuole dire?
«Si erano fatti sentire anche prima. I cittadini di Reggio Emilia, non solo di Santa Croce, possono sentirsi sicuri: le forze di polizia danno il massimo. I cittadini continuino, con le necessarie cautele, a segnalare situazione di insicurezza reale o percepita e noi risponderemo».
Am.P.
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