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Focolaio alla “Don Cavalletti” Sedici casi tra cui 12 anziani

Adriano Arati
Focolaio alla “Don Cavalletti” Sedici casi tra cui 12 anziani

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CARPINETI. Sedici persone positive al Covid nella casa protetta di Poiago di Carpineti, dove sono tutti vaccinati. Non ha portato belle notizie l’ultimo giro di verifiche sanitarie all’interno dell’Asp Don Cavalletti, una delle principali strutture residenziali per anziani dell’Appennino reggiano. Sabato scorso, l’ormai canonica verifica quindicinale a cui viene sottoposto per prassi tutto il personale impegnato nei vari spazi dell’Asp ha fatto emergere una prima positività ai test rapidi.

Da lì, sono state avviate dall’Asl e dalla direzione della Rsa tutte le procedure del caso, sia gli operatori e le operatrici sia gli ospiti hanno effettuato il tampone vero e proprio e nel pomeriggio di ieri, martedì 14, sono arrivati gli esiti.

In totale i casi di positività sarebbero sedici, divisi fra dodici residenti e quattro addetti, tutte persone collegate al Nucleo B, una delle sezioni operative in cui è diviso il complesso dell’Asp, separato su vari piani. Due degli anziani presentano sintomi, a partire dalla febbre, gli altri quattordici positivi al momento non hanno per ora segnali concreti della malattia.

Tutta l’attività è stata rapidamente riorganizzata, già a partire dal pomeriggio di sabato, dall’esito del primo esame rapido. Le visite esterne dei parenti sono state sospese e tutti gli ospiti contagiati sono stati sistemati in stanze separate dal resto del piano, in isolamento, sotto costante controllo sanitario. I quattro addetti si trovano a propria volta in isolamento nelle proprie abitazioni. Non è stato possibile ricostruire al momento l’origine del focolaio, non è chiaro, almeno per ora, se il primo soggetto positivo sia un anziano, un ospite esterno o un lavoratore; in ambienti condivisi come quelli di una Rsa le possibilità di diffusione rapida sono inevitabili, nonostante le tante precauzioni. In queste realtà solo da pochi mesi è stato possibile ritornare a un minimo di apertura alle visite.

«Tutte le procedure sono state avviate rapidamente, rimaniamo in contatto costante per conoscere l’evolversi della situazione e fare quanto possibile per aiutare e provvedere a tutte le esigenze», racconta ora Tiziano Borghi, sindaco di Carpineti e presidente dell’Unione dei Comuni dell’Appenino Reggiano da cui dipende l’Asp. Questo nuovo focolaio è il secondo emerso all’interno del Don Cavalletti dopo quello dell’autunno 2020, che coinvolse anche in quell’occasione alcune decine di persone.

La casa protetta carpinetana aveva superato indenne la primissima fase della pandemia, quella più acuta fra il marzo e l’aprile 2020, utilizzando da subito protocolli molto rigidi. Poi, come accaduto in quasi tutte le Rsa della provincia reggiana, il virus è riuscito comunque a intrufolarsi, costringendo a isolamenti, quarantene e a controlli costanti.

Adriano Arati

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