Saman, la tragedia simbolo delle violenze in famiglia
novellara. Ammazzata da coloro che avrebbero dovuto proteggerla, tradita da chi aveva giurato di potersi fidare.
Il caso di Saman Abbas, la 18enne di origini pakistane scomparsa dal 30 aprile e, secondo gli inquirenti, ammazzata dalla sua famiglia, è un caso drammaticamente emblematico delle violenze che quotidianamente subiscono le donne all’interno delle mura domestiche. Picchiate, stuprate, umiliate e persino uccise dai loro stessi familiari.
Secondo gli inquirenti Saman sarebbe stata strangolata dallo zio 33enne Danish Hasnain (ricercato, attualmente latitante in Europa o altrove), nell’ambito di un complotto familiare che avrebbe comportato l’uccisione della ragazza a seguito del suo rifiuto di accettare le nozze combinate con un cugino in Pakistan.
Sarebbero stati i genitori – precisamente la madre – a consegnare la ragazza allo zio poco dopo la mezzanotte del 30 aprile lungo uno dei viottoli sterrati che portano alle serre dell’azienda agricola di Novellara, come attestato dai filmati delle videocamere di sorveglianza che poco dopo riprendono il ritorno a casa dei due genitori senza la figlia. A quel punto lo zio avrebbe strangolato Saman, forse aiutato dai cugini.
Poi avrebbe occultato il cadavere dentro una delle 178 serre dell’azienda agricola, oppure in un luogo circostante, un’area larga all’incirca 3,5 chilometri quadrati, dove non mancano luoghi “ideali” per nascondere un cadavere, raggiunto camminando.
Un caso che resta tutt’ora un mistero irrisolto: di Saman non è emersa alcuna traccia e, dopo 67 giorni, le ricerche del cadavere della 18enne sono state interrotte. Ma gli inquirenti rimangono convinti che il suo corpo si trovi lì.
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