Troppi rumori nel palazzo In due pestano il vicino
Due denunciati per la brutale aggressione nel cortile di casa in via Giglioli La polizia, grazie a un testimone, riesce a individuare gli autori del pestaggio
Ambra Prati
REGGIO EMILIA. Portava in casa “persone poco raccomandabili”: perciò due albanesi di 25 e 39 anni hanno pensato bene di mettere in atto un pestaggio – in strada davanti agli occhi di un atterrito residente, testimone oculare dell’accaduto – nei confronti del vicino di casa gambiano di 29 anni, preso a pugni e calci e finito all’ospedale, poi medicato e dimesso con una prognosi di tre giorni.
I due aggressori, che hanno ammesso le loro responsabilità, sono stati denunciati per lesioni e sono sono tuttora in corso gli accertamenti da parte della questura di Reggio Emilia.
Erano le 10.20 di lunedì scorso quando un giovane abitante in via Giglioli (una laterale di via Adua parallela a via Jacopo da Mandra, nel quartiere di Santa Croce) ha allertato la centrale operativa del 112 segnalando di aver assistito ad una rissa: un giovane africano era caduto a terra e due sconosciuti continuavano a infierire su di lui colpendolo con calci e pugni e profferendo improperi.
Mentre una pattuglia delle Volanti della polizia interveniva sul posto, gli operatori del 113 hanno diramato una nota di ricerca, grazie sempre al testimone oculare che nel frattempo è rimasto in contatto con l’agente: i due presunti aggressori, che indossavano entrambi una maglietta di colore bianco, erano scappati a bordo di un’auto marca Opel bianca. Grazie alla descrizione del veicolo e dei due soggetti, la pattuglia che stava intervenendo sul posto ha notato in via Adua un’auto parcheggiata sul ciglio della strada con accanto due giovani che corrispondevano alle caratteristiche riferite. I due sono stati subito fermati dagli agenti e identificati in un albanese di 25 anni, con diversi precedenti per reati contro il patrimonio, e un albanese di 39 anni.
In un primo tempo i compari hanno dichiarato di non sapere nulla del pestaggio, ma in seguito, incalzati dalle domande dei poliziotti, hanno ammesso di essere stati loro a picchiare il malcapitato, il quale nel frattempo è stato trasportato al pronto soccorso del Santa Maria Nuova con diversi dolori al capo e in altri punti del corpo.
Motivo dell’aggressione, a detta degli albanesi interrogati a caldo, il fatto che il 25enne e la moglie fossero “colpevoli” di ricevere persone poco raccomandabili nel loro appartamento, disturbando gli altri condomini e causando problemi.
Infatti aggressori e aggredito abitano nel medesimo condominio di via Giglioli e, secondo quanto hanno riferito gli altri residenti, non era la prima volta che scoppiavano liti e diverbi condominiali con il gambiano, sebbene queste discussioni non fossero mai sfociate in aggressioni vere e proprie, perciò la polizia non era mai intervenuta in precedenza in quel palazzo. Un astio di lunga data e liti continue per motivi banali.
Finché quella mattina, come ha riferito il testimone, gli albanesi hanno suonato il campanello del 25enne urlando “scendi che regoliamo i conti in strada”: il vicino di casa ha obbedito e il trio ha cominciato a discutere animatamente in uno slargo, dove i due, forti della maggioranza numerica, hanno prima spintonato il 25enne e poi lo hanno picchiato.
L’episodio dimostra ancora una volta ciò che i dati delle forze dell’ordine stanno fotografando negli ultimi anni: i rapporti sociali sono sempre più tesi, la litigiosità (familiare, condominiale, stradale) ha registrato un boom e l’aggressione verbale sfocia sempre più spesso nello scontro fisico.
Un trend che il lungo periodo di Covid ha contribuito a incrementare.
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google
