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Il diverbio stradale finisce alle mani Condannato a un anno e 4 mesi

Ambra Prati

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Ambra Prati

CORREGGIO. Un 53enne incensurato di San Martino in Rio è stato condannato a un anno e quattro mesi (pena sospesa), più una provvisionale di 5mila euro nei confronti della coppia parte civile (4mila euro per lui e mille per lei, noccioline rispetto alla cifra monstre di 90mila euro avanzata dai due) per i reati di violenza privata e lesioni. Questo l’esito processuale di un diverbio stradale trasceso alle mani avvenuto ben sette anni fa a Correggio.

I fatti risalgono al 2 giugno 2014 quando il 53enne, che percorreva una strada di campagna nel correggese insieme alla moglie e alle due figlie piccole, su richiesta della consorte (una bambina piangeva e lei voleva andare dietro) ha accostato a bordo della strada: una manovra brusca in una stradina stretta. Tanto che l’auto che seguiva, guidata da una 38enne con a fianco il compagno 44enne, entrambi di Formigine (Modena), ha sorpassato e il passeggero ha mostrato il dito medio all’automobilista.

Il 53enne inviperito è ripartito, ha inseguito la vettura a forte velocità, ha sorpassato e si è fermato di traverso sulla carreggiata per obbligare la conducente a fermarsi. Quando il 44enne è sceso è scoppiata un’accesa lite tra i due uomini; secondo il capo d’imputazione il 53enne ha afferrato per la gola il 44enne, facendolo cadere a terra e lanciandosi con tutto il corpo sopra di lui provocandogli una frattura alla spalla guaribile in 35 giorni di prognosi, come ha certificato il pronto soccorso dell’ospedale di Carpi. Nelle precedenti udienze la coppia, difesa dall’avvocato Vittorio Manes del Foro di Forlì, si è costituita parte civile chiedendo un risarcimento danni ingente: 70mila euro lui per le lesioni e 20mila euro lei per il danno psicologico. Ieri in aula si è svolto l’esame dell’imputato, secondo il quale si è trattata di una aggressione reciproca: «Ci siamo spintonati a vicenda». Il 53enne ha dichiarato che per lui l’episodio si sarebbe chiuso lì, ma dopo essere stato querelato, aveva sporto una controquerela per il pugno ricevuto. I codifensori dell’imputato, avvocati Alessandra Bonini e Luca Boselli, hanno chiesto l’assoluzione del padre di famiglia dalla fedina penale pulita. Il pm Roberta Pellati invece ha chiesto una condanna a sedici mesi, rimarcando la sproporzione tra il fatto in sé e la reazione rabbiosa. La tesi dell’accusa è stata pienamente accolta dal giudice Chiara Alberti, che però ha deciso per una provvisionale modesta: se la coppia vorrà ottenere il corposo risarcimento dovrà intentare una causa civile. «Faremo appello», hanno preannunciato i codifensori del 53enne. Ma la prescrizione subentrerà ad aprile dell’anno prossimo.

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