«Le donne in gravidanza che si vaccinano proteggono i loro figli»
Il primario Aguzzoli: «Se vi vaccinate potete trasmettere al feto gli anticorpi» Domani e sabato due open day alle Fiere dedicati alle future mamme
reggio emilia. Solo fino a qualche mese fa il vaccino anti Covid non era consigliato alle donne in gravidanza. Ma, oggi, la situazione e il virus sono cambiati radicalmente e il rapporto rischi-benefici porta i medici a «consigliare caldamente la vaccinazione dopo la tredicesima settimana».
A spiegarlo è Lorenzo Aguzzoli, direttore della struttura di Ostetricia e ginecologia dell’ospedale Santa Maria Nuova, assieme alle ostetriche Cristina Turrini, coordinatrice del reparto, e Giulia Paterlini. «Durante la prima ondata – inizia Aguzzoli – il Covid aveva solo sfiorato la categoria della donna in stato di gravidanza. La seconda ondata e la variante Delta, invece, hanno tramutato anche queste categorie di cittadini in persone considerate fragili rispetto a una eventuale infezione».
E i numeri degli studi e delle statistiche parlano chiaro: «In caso di infezione il rischio di mortalità materna è 22 volte maggiore e il rischio di ricovero in terapia intensiva è di tre volte superiore. Ma oltre al rischio acuto si registra anche un aumento di patologie gravi tipiche della gravidanza come il parto pre-termine, che aumenta di quattro volte, o le morti endouterine fetali (la morte del feto nell’utero, ndr)».
Senza considerate le donne incinta affette da patologie come obesità o ipertensione, o con età maggiore di 35 anni, tutte condizioni considerate «fattori di rischio ancora più gravi» in caso di un contagio da Coronavirus. Così, prosegue il primario, «le donne gravide sono passate dal sentirsi dire che bastava stare attente a oggi, con le nuove varianti e l’esacerbazione degli effetti delle malattie. Per questo consigliamo a tutte la vaccinazione dopo il termo mese di gravidanza».
Ma proteggersi con il vaccino vuol dire, puntualizzano i medici, proteggere anche il bambino in arrivo: «L’infezione può trasmettersi anche al feto, c’è un rischio del 6 per cento di infezione connatale (ovvero trasmessa direttamente in utero, ndr)». Mentre la probabilità di contagiare il bambino immediatamente dopo la nascita (infezione postnatale) balza al 70 per cento.
Ma quali sono i numeri in provincia di Reggio Emilia? Fino ad oggi sono 80 le donne incinta che hanno contratto il Covid e che sono passate per l’ospedale. Fra queste «due sono stati i casi gravi – prosegue Aguzzoli –. Il primo ha riguardato una donna che è stata ricoverata in terapia intensiva e che è stata fatta partorire con un cesareo alla 34esima settimana per salvare lei e il neonato. L’ultimo, più recente, ha coinvolto invece un’altra donna che ha avuto bisogno di un supporto di ossigeno sotto la supervisione del rianimatore».
Nonostante i rischi, però, per ora la risposta alla campagna vaccinale non è stata molto elevata fra le donne in dolce attesa. Per questo il reparto di Aguzzoli ha deciso di organizzare una due giorni di open day vaccinale dedicato proprio alle donne in stato di gravidanza dopo la tredicesima settimana. Le sedute vaccinali, senza bisogno di prenotazione, si svolgeranno domani dalle 8 alle 15.30 e sabato dalle 8 alle 14 all’ente Fiera di Reggio Emilia.
Sarà riservato loro un percorso dedicato così da evitare attese e saranno presenti un’ostetrica e un ginecologo che potranno rispondere alle domande e ai dubbi delle future mamme presenti. Dopo il colloquio, se convinte a vaccinarsi, verrà somministrata loro la prima dose di Pfizer dopo la quale riceveranno via sms l’appuntamento per completare il ciclo vaccinale che darà diritto a ottenere il green pass.
«La vaccinazione sta indirettamente selezionando le persone che si ammalano – conclude il primario – e se le donne in gravidanza non si vaccinano resteranno le uniche a contrarre il Covid».
L. G.
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