Gazzetta di Reggio

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CAMPEGINE, DOPO IL RESTAURO 

Inaugurata l’opera donata al Comune da don Angelo Guidetti

Daniela Aliu

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CAMPEGINE. Nella cappella del cimiero di Campegine si sono tenute ieri pomeriggio l’inaugurazione e la benedizione dell’opera in terracotta “Ecce Homo”, donata al Comune da don Angelo Guidetti, parrocco di Campegine fino 1996. Erano presenti don Angelo Guidetti, don Paolo Bizzocchi, il restauratore Thomas Montanari e il sindaco Germano Artioli (nella foto).

«Ecce Homo»: secondo il Vangelo di Giovanni, con queste parole Ponzio Pilato, non trovando in Gesù alcuna colpa, lo rimette al giudizio dei grandi sacerdoti e del popolo ebraico, che lo condannano alla crocefissione.

Circa 20 anni fa don Angelo Guidetti, allora parroco di Gavassa, venne interpellato da un suo conoscente della Bassa reggiana che, avendo l’intenzione di vendere una casa colonica, si preoccupò che il bel bassorilievo in terracotta rappresentante il Cristo Flagellato, presente nell’immobile, non andasse distrutto, in quanto il fabbricato avrebbe subito notevoli rifacimenti. Don Angelo, sempre sensibile alla salvaguardia delle opere d’arte, specialmente di carattere religioso, coinvolse Thomas Montanari del laboratorio di restauro “La Cantera” di Poviglio, dove l’opera fu messa in salvo. Da allora don Angelo cercò una collocazione che potesse essere adatta a ricevere l’opera, trattandosi di un manufatto di oltre 150 chili, con un ingombro di 120 per 80 centimetri, e oltretutto fatto per essere appeso. Questa primavera don Angelo, parlando con alcuni cittadini di Campegine, si ricordò che l’ancona collocata sull’altare della cappella del cimitero da circa 30 anni era sprovvista di una qualche appropriata immagine sacra: la preesistente pala d’altare di epoca settecentesca era stata trafugata. Quella poteva essere la collocazione adatta. Per l’occasione venne interpellato il sindaco Artioli, che si rese subito favorevole.

«La comunità campeginese grazie a questa donazione si è comunque arricchita di una opera d’arte, e sempre riserva gratitudine a don Angelo, che dopo così tanto tempo dalla sua partenza, ha ancora a cuore i campeginesi», ha commentato Artioli. I restauri sono stati totalmente finanziati: il bassorilievo da Cesare Brugnoli in memoria dei genitori, le opere del fabbro da Leonardo Neroni e quelle da muratore da Giorgio Guidetti, tutt’e tre cittadini di Campegine.

I restauri dell’opera hanno presentato molte difficoltà, ma grazie alla perizia degli operatori della “Cantera” il manufatto in terracotta della seconda metà del XIX secolo è tornato a splendere.

Daniela Aliu

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