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L’asilo tiene i posti ai fratelli fermi a Kabul

Enrico Lorenzo Tidona
L’asilo tiene i posti ai fratelli fermi a Kabul

Gesto di speranza da parte del Comune di Reggio Emilia, che sta cercando di aiutare il padre per far rimpatriare i bimbi

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Enrico Lorenzo Tidona

REGGIO EMILIA. «Abbiamo tenuto il posto all’asilo di entrambi i fratellini in attesa del loro ritorno». È il segnale di speranza che giunge dagli asili reggiani rivolto ai due fratellini di tre e cinque anni di Reggio Emilia bloccati a Kabul con la madre dalla fulminea presa di potere dei talebani. Bimbi e mamma – loro nati a Reggio mentre lei è una ragazza di 27 anni di origini afghane – dovevano tornare nella Città del Tricolore dopo un breve periodo a Kabul, ma sono rimasti bloccati a causa dell’inaspettata evaporazione del governo filo-americano. I tre, che vivono a Reggio città, erano partiti verso il Paese di origine della madre a inizio agosto per salutare la nonna proprio in vista di una probabile ritirata del contingente americano.

Un saluto che aveva il sapore dell’addio visto l’imminente ribaltone politico. La ritirata americana è avvenuta a metà agosto, due settimane dopo l’arrivo della famigliola reggiana, che al pari di molti non si aspettava una presa di potere dei talebani così subitanea viste le iniziali rassicurazioni degli americani. Kabul invece è caduta nelle mani dei talebani nel giro di poche ore, facendo diventare l’aeroporto “zona rossa” per quanti volevano scappare o anche solo uscire dal Paese. Il padre da Reggio sta cercando di far rientrare moglie e figli con l’aiuto delle istituzioni locali, che hanno allertato e fatto intervenire la Farnesina.

«L’amministrazione comunale sta seguendo la vicenda della madre e dei due suoi bambini reggiani, bloccati in Afghanistan, da circa un mese, cioè fin da subito, con attenzione quotidiana e con la riservatezza dovuta – è lo stringato comunicato emesso ieri dal Comune di Reggio –. Si tratta di una situazione delicata, che vede impegnata la diplomazia. Confidiamo che questa vicenda possa risolversi quanto prima e al meglio, con un ricongiungimento familiare che possa riportare i bambini e la madre a Reggio».

La drammatica notizia della separazione del nucleo famigliare era stata raccolta infatti dall’asilo comunale al quale non si sono presentati i fratellini il primo giorno di scuola. A farsi carico in parte della vicenda è stata quindi l’Istituzione Scuole e Nidi d’infanzia del Comune di Reggio, nella figura del presidente Nando Rinaldi e del direttore Cristian Fabbi, oltre che all’assessore comunale competente Raffaella Curioni.

Una situazione che da un mese segna uno stallo: il padre spera nel rientro di moglie e figli ma i talebani non hanno ancora acconsentito al trasferimento via aereo da Kabul verso l’Italia o un Paese intermedio. A tenere il filo ci sarebbe ora una diplomatica reggiana attiva in Medioriente su richiesta delle istituzioni reggiane, e che sta facendo da tramite con il neonato governo afghano per cercare di ottenere il rimpatrio.

Inizialmente c’era un problema di carte e passaporti, risolto anche grazie alla questura di Reggio Emilia. Ora si tratta di ottenere l’autorizzazione finale per far montare i tre reggiani su un aereo. Sembra, però, che i ricongiungimenti familiari non siano ancora all’ordine del giorno, o comunque in questo caso non si tratta di collaboratori degli Stati alleati inseriti in apposite liste durante la ritirata.

La mamma e i bambini stanno ora vivendo a Kabul con la nonna sotto le nuove e severe regole del regime talebano, dal quale non riescono ad affrancarsi per tornare alla vita di tutti i giorni a Reggio Emilia, dove la coppia afghana ha costruito la propria vita ormai da lungo tempo, con il padre in attesa peraltro di diventare cittadino italiano.

Oltre a offrire un appoggio istituzionale e dei contatti a livello diplomatico, il Comune di Reggio e l’Istituzione Nidi e Scuole hanno voluto tenere i due posti lasciati vuoti dai due bimbi nell’asilo comunale. «Un segno di speranza», come è stato descritto, con l’auspicio che la situazione si possa risolvere nelle prossime settimane, potendo così offrire ai due bimbi un ritorno il più accogliente possibile, offrendo a loro anche l’abbraccio dei compagni di scuola.

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