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L’avvertimento del presidente dell’istituto superiore di sanità 

Dubbi sui tamponi validi 72 ore «La variante Delta è più veloce»

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ROMA. «L'incubazione con la variante Delta è più veloce e, più tempo passa dall'esecuzione del test, più può aumentare il rischio di esposizione al virus». Ad avvertire dei pericoli che potrebbe comportare l’estensione a 72 ore della validità del tampone molecolare per il Green pass è il presidente dell’Istituto superiore di sanità e portavoce del Comitato tecnico scientifico Silvio Brusaferro. Che in un’intervista a La Stampa ha anche sottolineato l’importanza della mascherina anche per i vaccinati, soprattutto a scuola.

«È importante – spiega – riuscire a mantenere la didattica in presenza e, in quest’ottica, è incoraggiante l’adesione molto positiva dei giovani alla campagna vaccinale. Sotto i 12 anni, però, almeno per questa prima parte dell’anno scolastico, non ci si può ancora vaccinare e questo rappresenta un punto debole. Abbiamo visto che in altri Paesi, dove la scuola è cominciata alcune settimane fa, la circolazione del virus è aumentata, quindi non possiamo escludere infezioni e focolai tra gli studenti. Per questo sono importati i protocolli per gestire con attenzione il pre e il post scuola, fasi più pericolose rispetto alle lezioni in classe, dove si sta seduti al proprio posto».

Il presidente dell’Istituto superiore di sanità ha poi ribadito: «Il metro di distanziamento è una misura estremamente importante e per noi resta prioritaria. Abbiamo detto che, nelle situazioni in cui il metro non è logisticamente praticabile, magari si può scalare un po’, indossando sempre la mascherina chirurgica, per consentire a tutti di seguire le lezioni in presenza». Tutto questo anche s «l’idea di far togliere la mascherina nelle classi in cui sono tutti vaccinati non è azzardata, «quello è lo scenario di arrivo: con un numero sempre più alto di persone immunizzate, si cercherà di ridurre le misure di sicurezza e le barriere. Oggi non siamo ancora in questa condizione: l’orizzonte di riferimento è una situazione di controllo del virus, con il quale dobbiamo imparare a convivere».

Riguardo al tampone ha aggiunto: «È solo uno strumento di supporto, che non garantisce un’immunità: se negativo ci dice che, nel momento in cui ci si sottopone al test, con elevata probabilità non si è infetti. Ora, però, sappiamo che l’incubazione del virus con la variante Delta è più ridotta, intorno alle 48 ore, quindi l’obiettivo deve essere quello di contenere al massimo il rischio di trasmissione di un’infezione contratta dopo il tampone».



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