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Intercettati per tre mesi, il perito chiede un rinvio

Ambra Prati
Intercettati per tre mesi, il perito chiede un rinvio

Troppo corposa la mole di registrazioni da trascrivere A processo sei operatrici di Coopselios per la condotta su un degente 

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Ambra Prati

CORREGGIO. Altro intoppo – e conseguente slittamento del clou della discussione – nel processo per presunti maltrattamenti agli anziani alla casa di riposo di Mandriolo di Correggio. Ieri avrebbe dovuto essere ascoltato il perito incaricato dal tribunale di provvedere alle trascrizioni di tutte le videoregistrazioni e dei colloqui che sono stati filmati dalle “cimici” installate dai carabinieri nelle stanze dei degenti. Quelle trascrizioni però ancora non sono disponibili. Il perito ha chiesto e ottenuto una proroga di 90 giorni: troppo corposa la mole di lavoro, visto che si tratta di tre mesi di intercettazioni 24 ore su 24. Ed è proprio sulle trascrizioni – arma principale in mano al pm Maria Rita Pantani e sulle quali già in passato le difese avevano presentato obiezioni – che si svolgerà la battaglia legale, quando il perito dovrà deporre il 10 gennaio 2022.

Lo scandalo degli anziani ricoverati nella struttura di Mandriolo Superiore, risalente all’aprile 2017 e diventata di dominio pubblico nello stesso periodo dell’anno dopo, vedeva in origine undici operatrici indagate per minacce, maltrattamenti e violenza privata, più la direttrice 34enne per omessa denuncia (secondo l’accusa sapeva, ma avrebbe insabbiato) nei confronti di diversi degenti. Ma nel giugno 2019, in sede di udienza preliminare in rito abbreviato, gran parte delle addette e la direttrice sono state assolte per non aver commesso il fatto, pertanto sono rimaste a processo sei operatrici per il reato di maltrattamenti nei confronti di un solo degente, l’ottantenne Arduino Gigante, il caso numero uno che ha fatto partire l’inchiesta.

L’ottantenne (nel frattempo deceduto) sarebbe stato ingiuriato e allontanato dal campanello necessario per chiedere aiuto, con ore di “abbandono” prima di essere pulito. Tramite l’avvocato modenese Simone Bonfante, i due figli del deceduto si sono costituiti parte civile e hanno deposto in una precedente drammatica udienza.

Le imputate sono dipendenti di Coopselios, gestore della struttura Rsa correggese per conto del Comune. Nel procedimento, la cooperativa è nella doppia veste di responsabile civile (degli atti delle dipendenti) e di parte civile (se le addette saranno condannate, chiederà loro i danni). Nella rapida udienza di ieri, la sfilata dei testi dell’accusa è proseguita con la deposizione del maresciallo Labriola, all’epoca in servizio al Nas, il Nucleo antisofisticazione, che nella casa di riposo ha svolto due ispezioni: una ad aprile del 2017, di giorno, e un’altra notturna nel 2018. In entrambi i casi, secondo il maresciallo, i degenti parevano puliti e non sono state riscontrate irregolarità, né sul rispetto delle norme dell’accreditamento, né sulla posizione dei campanelli; nonostante il pm Pantani abbia tentato di incalzare il testimone, non è parso particolarmente incisivo. Si proseguirà in novembre e dicembre.

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