Gazzetta di Reggio

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il dibattito sul green pass 

Cgil e Pd replicano a Eboli «Noi crediamo nel vaccino»

Il portavoce comunale di FdI aveva detto che il sindacato la pensa come il suo partito sul tema dell’obbligatorietà della certificazione verde 

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REGGIO EMILIA. Il segretario generale della Camera del Lavoro di Reggio, Cristian Sesena, e la segretaria provinciale del Pd, Gigliola Venturini, replicano a Marco Eboli. Il portavoce comunale di Fratelli d’Italia, aveva chiesto al Pd di dire cosa ne pensa «della posizione della Cgil, uguale a quella di FdI, sul green pass».

Il sindacato è intervenuto per puntualizzare. «Non credo onestamente che la posizione assunta dalla Cgil sullo spinoso tema del green Pass sia nemmeno lontanamente associabile a quella di Fratelli d Italia. Marco Eboli attua una strumentalizzazione per interessi di partito ossia per mettere in difficoltà il Partito Democratico, come se quanto espresso da noi dovesse per forza trovare corrispondenza in questa forza politica o in un’altra. Sempre Eboli trascura volutamente di sottolineare quello che è il cuore della posizione politica del maggior sindacato italiano: la richiesta di un obbligo vaccinale attuato per legge nel rispetto del dettato costituzionale. Non mi pare Giorgia Meloni sia del medesimo avviso. Il green pass non è l’obbligo vaccinale, o meglio, lo è per alcuni ma non per tutti, lo sarà, dal 15 ottobre, per chi si deve recare al lavoro. Lo sarà quindi per tutti i dipendenti, ad esempio, di un super mercato, ma non per i clienti che vi entrano. È una situazione ibrida foriera quindi di discriminazioni, dubbi interpretativi e problemi tutti da misurare nella fase applicativa, nonché discutibile sul piano della incisività alla lotta al Coronavirus».

La segretaria provinciale Venturini ricorda che il «Pd, dal suo segretario Letta all’ultimo segretario di circolo, passando per i gruppi parlamentari, regionali, e soprattutto i suoi amministratori locali, in prima linea accanto alle comunità contro la pandemia, sostiene da sempre la vaccinazione come unico strumento ad oggi contro il contagio per sé e verso altri. E qui c’è una bella differenza tra FdI, spesso e volentieri presente nelle manifestazioni No Vax e la Cgil che ne chiede addirittura l’obbligo. Stessa convinta adesione al green pass nei luoghi di lavoro da parte nostra. Faccio notare che l’estensione del green pass a tutti i lavoratori, considerando che i pensionati sono ampiamente coperti dal vaccino e che i giovani stanno aderendo massicciamente alla campagna vaccinale, renderà anche i trasporti più sicuri con buona pace delle osservazioni di Eboli. Quanto alle posizioni del sindacato la risposta del governo, che prevede la gratuità del tampone per tutti i lavoratori che non possono per ragioni sanitarie vaccinarsi, secondo noi rende giustizia al rispetto dei diritti dei più fragili come il sindacato da sempre chiede».

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