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IL CASO 

La famiglia reggiana bloccata a Kabul è decollata da Doha e sta tornando in città

La 26enne mamma afghana e i figli di 3 e 5 anni erano andati a trovare la nonna ma sono stati sorpresi dal golpe talebano 

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REGGIO EMILIA. Nelle prossime ore è atteso il loro arrivo in città. Una storia complessa e per molti versi drammatica che sta volgendo verso un lieto fine. Protagonisti una mamma afghana di 27 anni e i suoi due figli di 3 e 5 anni nati e cresciuti a Reggio Emilia, rimasti a Kabul, dove erano andati a trovare la nonna, a causa del golpe dei talebani. Ora sono riusciti a lasciare l’Afghanistan e salire su un aereo decollato da Doha.

Non riesce ancora a credere nel lieto fine il padre 32enne dei bambini che era rimasto a Reggio Emilia per lavoro e non aveva potuto accompagnarli insieme alla moglie nel loro paese d’origine. Il papà, a fine agosto, disperato aveva lanciato l’allarme alle istituzioni reggiane e alle forze dell'ordine: la sua famiglia, trovandosi nel bel mezzo della presa della capitale afghana, era rimasta bloccata e soprattutto in condizioni preoccupanti.

A gioire per il ritorno della mamma e dei due bimbi non è solo il papà, che non vede l’ora di riabbracciare la famiglia e di riprendere una vita tranquilla con i suoi affetti. Anche l’Amministrazione comunale reggiana, coinvolta nell’intricata vicenda fin dall’inizio, esprime la sua soddisfazione.

«Come Amministrazione comunale e Istituzione scuole e nidi dell’infanzia abbiamo seguito con apprensione e grande attenzione il caso della mamma di origine afghana e dei due suoi figli minori, di Reggio Emilia, rimasti nel paese asiatico in cui è avvenuto il cambio di Governo, e la situazione è mutata radicalmente in poche ore – afferma il sindaco Luca Vecchi –. Ora che la situazione si è sbloccata, con la famiglia in viaggio per l’Italia, reputo doveroso, oltre ad esprimere grandissima soddisfazione, rivolgere una serie di ringraziamenti sentiti. Fin dal mese di agosto abbiamo, nei limiti delle nostre prerogative, monitorato l’evolversi del caso restando costantemente in contatto con la famiglia residente da tempo in città, e in particolare con il padre – prosegue il sindaco –. Abbiamo informato fin da subito l’onorevole Graziano Delrio, il quale ha a sua volta interessato il ministero degli Esteri».

«Credo – prosegue il primo cittadino – che si debba ringraziare primariamente l’Unità di crisi del ministero degli Esteri e l’ambasciata italiana a Doha, oltre che la Questura di Reggio Emilia per il lavoro svolto nell’ambito delle proprie competenze. Con riferimento all’Ambasciata ritengo giusto riconoscere il lavoro svolto dall’ambasciatore d’Italia a Doha, Alessandro Prunas, e dalla vice capo missione Carlotta Colli, reggiana d’origine».

«Abbiamo tenuto il posto nelle nostre scuole dell’infanzia per i due bambini – conclude il sindaco Luca Vecchi - e siamo estremamente felici che possano tornare a riabbracciare i compagni di classe, le maestre e le pedagogiste, in un clima sereno e in una città a cui appartengono, come d’altronde dimostra anche il fatto che la famiglia ha la cittadinanza italiana».

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