Gazzetta di Reggio

Reggio

SANT’ILARIO, lA PROTESTA 

«Qui i cacciatori sparano mentre i ragazzi si allenano»

Da.Al.
«Qui i cacciatori sparano mentre i ragazzi si allenano»

2 MINUTI DI LETTURA





SANT’ILARIO. Domenica è stata aperta la stagione venatoria su tutto il territorio italiano, e come ogni anno nascono proteste. Se da un lato i cacciatori difendono le proprie ragioni, i cittadini segnalano situazioni ritenute dubbie, se non irregolari, come gli spari vicino alle strade e alle case.

A Sant’Ilario, a distanza di un anno dalla prima raccolta di firme per l’allontanamento dei caccitori da via Timavo e via Martiri (un centinaio di adesioni), la nuova protesta riguarda la tutela di chi pratica sport lungo le strade di campagna. In particolare, alcuni cittadini chiedono che venga rivista la distanza di sicurezza rispetto a chi va a caccia. La caccia è vietata per una distanza di 100 metri da case, fabbriche, edifici adibiti a posto di lavoro. È vietato sparare in direzione degli stessi edifici da distanza inferiore di 150 metri. La caccia è vietata per una distanza di 50 metri dalle strade (comprese quelle comunali non asfaltate) e dalle ferrovie. È vietato sparare in direzione di strade e ferrovie da distanza inferiore a 150 metri. La caccia è vietata anche a una distanza inferiore di 100 metri da macchine agricole in funzione. La caccia nei fondi con presenza di bestiame è consentita solo a una distanza superiore a metri 100 da mandrie, greggi o branchi di animali.

«Avere cacciatori con armi ben in vista mentre la strada viene utilizzata da ragazzi che vanno a scuola o che fanno allenamento è già un buon motivo per allontanare i cacciatori», afferma la santilariese Emilia Caminati. La caccia può diventare un problema non solo per i residenti, ma anche per gli sportivi e per chi passeggia o va in bicicletta lungo via Timavo e via Martiri, entrambe strade in aree verdi. In quel luogo si allenano all’aperto i ragazzi delle scuole santiliaresi. Il 27 agosto scorso il sindaco di Sant’Ilario ha firmato l’ordinanza 48 che «esclude nuovamente i nostri luoghi» dalla caccia, com’era avvenuto l’anno scorso in un primo momento, prima della rettifica del provvedimento.

La raccolta di firme dell’anno scorso è stata inviata alla Regione Emilia Romagna (ufficio Agricoltura), ma «non è seguito alcun cenno».

«Nei prossimi giorni si renderà necessario valutare cosa fare per continuare una battaglia giusta – prosegue Emilia Caminati –. Sparare a 50 metri da un bambino ritengo non sia una bella cosa. La caccia lungo quella via a Sant’Ilario dovrebbe essere proibita o regolamentata meglio dalla Regione. Qui ci si deve preoccupare non solo di piantare nuovo verde, ma di far vivere in sicurezza i luoghi che sono diventati punto di svago per molte persone».

Da.Al.

© RIPRODUZIONE RISERVATA



Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google