«No vax, la scuola si limita a verificare il green pass»
Bernardi, dirigente dell'Ufficio scolastico provinciale, fa chiarezza sulle regole «Il preside non può indagare se una persona è vaccinata o ha fatto un tampone»
Luciano Salsi
REGGIO EMILIA. Nella scuola i no-vax libertà e Costituzione” vorrebbero avere visibilità per guadagnare consensi, ma la loro protesta sfugge ai controlli che i dirigenti scolastici sono tenuti a fare ogni giorno.
Infatti nella nostra provincia sono finora solo una decina gli insegnanti, gli educatori, i bidelli, i tecnici e gli impiegati che spingono il dissenso fino a non dotarsi del lasciapassare sanitario, subendo perciò la sospensione dal servizio nonché la privazione dello stipendio ad iniziare dal quinto giorno d'assenza. Gli altri contestatori, circa duecento, si rifiutano di vaccinarsi, ma si sottopongono a tampone ogni due giorni, pagando circa 200 euro al mese, e ottengono quindi il via libera per accedere alle scuole e svolgere regolarmente le mansioni a loro affidate.
«Il dirigente scolastico – spiega Paolo Bernardi, dirigente dell'Ufficio scolastico provinciale, ex-provveditorato agli studi – si limita a verificare ogni mattina se i dipendenti hanno o no il green pass. Lo fa tramite il cosiddetto cruscotto, l'apposita applicazione informatica che fa comparire un puntino verde o rosso a fianco di ogni nominativo. Quindi l'amministrazione scolastica può solamente identificare chi non è in regola, ma non è autorizzata neppure a indagare se una persona si è vaccinata o si è semplicemente sottoposta al tampone. Lo vieta la legge sulla privacy».
Il fatto è che il governo non ha introdotto l'obbligo della vaccinazione. I lavoratori, dal primo settembre quelli della scuola, dal prossimo 15 ottobre tutti gli altri, sono tenuti invece a dimostrare di non essere infetti dal Covid 19. I dipendenti della pubblica istruzione non devono esibire la certificazione relativa. Per accelerare le verifiche è stata predisposta insieme al ministero della Sanità la piattaforma informatica che attesta automaticamente l'immunità senza specificare se la persona si è vaccinata entro i limiti della scadenza o si è sottoposta al tampone con esito negativo nelle 48 ore precedenti. «Perciò – precisa Bernardi – a noi risultano soltanto i nomi di quelli che non hanno il green pass. Gli altri sono tutti in regola, anche se sono contrari alla vaccinazione e si sottopongono al tampone solamente per non essere sospesi».
L'articolo 9-ter del decreto 111 dello scorso 6 agosto, in vigore fino al 31 dicembre, stabilisce che la mancanza della certificazione comporta l'assenza ingiustificata e, dal quinto giorno, il taglio di qualsiasi retribuzione. «In realtà – puntualizza Bernardi – lo stipendio può essere sospeso fin dal primo giorno d'assenza se, come può accadere nelle scuole primarie, si rende immediatamente necessaria l'assunzione di un supplente. In ogni caso il provvedimento non è punitivo, poiché evita il licenziamento che sarebbe sempre previsto in caso di assenza ingiustificata».
Finora sono stati resi noti i casi di tre lavoratori della scuola sospesi al liceo Ariosto-Spallanzani e negli istituti Pascal e D'Arzo, mentre un quarto dissidente, un insegnante dello Zanelli, si è posto per un mese in congedo parentale non retribuito. Ci sono anche docenti vaccinati che hanno aderito al gruppo "Scuola, libertà e Costituzione" perché contrari all'obbligo del lasciapassare.
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