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Morto Cavalieri, studiò l’origine dei tumori

M.F.
Morto Cavalieri, studiò l’origine dei tumori

Il ricercatore di fama internazionale aveva 84 anni. Viveva negli Stati Uniti dal 1968. Sarà tumulato nel suo paese

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CAMPAGNOLA. È stato un ricercatore di fama mondiale, in prima linea nella lotta contro i tumori, che riteneva di poter debellare tramite la conoscenza di specifici procedimenti chimici interni alle molecole, e aveva tenuto conferenze sull’argomento anche qui nel Reggiano, dopo essere emigrato negli Stati Uniti nel 1968, quando aveva 31 anni, per approfondire le sue ricerche in chimica.

Ercole Cavalieri era rimasto comunque molto legato alla sua terra di origine, la Bassa reggiana. All’età di 84 anni, il professore è morto martedì a Omaha, in Nebraska. Lunedì, nella chiesa cattolica di San Pio X in Blondo Street, è in programma il funerale, ma la salma sarà poi portata in Italia e sarà tumulata nella cappella di famiglia a Campagnola. Nel paese della Bassa reggiana vive il cugino Alberto Gaioni, storico geometra del territorio, che si sta occupando delle procedure necessarie.

Cavalieri era nato il 10 febbraio 1937 da Clelia e Attilio Cavalieri e aveva conseguito il dottorato in chimica all’Università di Milano nel 1962. Arrivò negli Stati Uniti nel 1968 con una borsa di studio Damon Runyon Fellowship e si occupò degli agenti cancerogeni chimici, allievo del premio Nobel Melvin Calvin, all’Università di Berkeley (California).

Nel 1971 Cavalieri entrò a far parte della facoltà dell’Eppley Institute, dell’Università del Nebraska Medical Center, dove rimase fino alla pensione, nel 2017. Qui divenne direttore del Centro intercampus per la salute ambientale e la tossicologia, e per oltre quarant’anni approfondì i suoi studi sulle origini chimiche del cancro umano a livello molecolare, in particolare in riferimento al ruolo degli estrogeni e dei composti presenti nel fumo, e sulla sua prevenzione.

Ricerche ritenute pionieristiche, i cui risultati portò in giro per il mondo, compresa la sua terra, dove tenne diverse conferenze sul tema, assieme alla sua collaboratrice e amica di lunga data Elli Rogan. Una di queste iniziative pubbliche avvenne nel novembre del 2003 all’hotel President di Correggio e, più di recente, nel 2017 a Cavriago.

La sua ricerca sugli estrogeni includeva il cancro al seno, alla prostata e alle ovaie. Cavalieri riteneva che vi fosse un’unica base chimica comune all’origine di tutti i tumori. Con ciò sosteneva fosse possibile pensare di poter sconfiggere il cancro tramite una prevenzione generalizzata.

Riteneva, parimenti, che tra i maggiori ostacoli da superare ci fossero il sostanziale disinteresse delle grandi industrie farmaceutiche e il disimpegno, se non l’opposizione, della comunità scientifica internazionale.

Cavalieri lascia in Italia una sorella, Giuseppina Aslani Cavalieri – l’altra sorella Graziana è morta da tempo – e i cugini: oltre ad Alberto, Graziano e Gabriela Gaioni. Lascia anche tanti amici ed estimatori, tra i quali si annovera Fabio Storchi, presidente degli industriali di Reggio Emilia.

M.F.

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