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La famiglia riunita 

Scuole e Nidi d’Infanzia «Felici per il ritorno dei bimbi da Kabul»

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REGGIO EMILIA. Dopo le dichiarazioni del sindaco Luca Vecchi, anche l'Istituzione Scuole e Nidi d'Infanzia del Comune di Reggio Emilia, con tutto il sistema 0-6 anni (Reggio Children srl, Fondazione Reggio Children), esprime «grande gioia nel riaccogliere in città i due bambini italiani di origine afghana e la loro madre». Parliamo della mamma afghana di 27 anni e dei suoi due figli di 3 e 5 anni nati e cresciuti a Reggio Emilia, rimasti bloccati a Kabul, dove erano andati a trovare la nonna, a causa del golpe dei talebani. Ora sono riusciti a lasciare l’Afghanistan per poi tornare a Reggio Emilia.

«Avevamo prestato da subito la nostra attenzione a questa vicenda – si legge in una nota – e siamo stati impegnati, col sindaco Luca Vecchi, nei passaggi di nostra competenza a sostegno dell’opera dell’Unità di crisi della Farnesina, per il rientro dei nostri concittadini. La preoccupazione che la famiglia reggiana non potesse fare ritorno è stata grande quanto l’impegno a creare le condizioni per il loro rientro. Insieme al padre della famiglia, che era in Italia, abbiamo monitorato la situazione e ci siamo fatti forti della fiducia che i bambini potessero tornare e iniziare a frequentare le nostre istituzioni educative».

E ancora: «I nostri Nidi e le nostre Scuole sono luoghi accoglienti, e siamo felici di poter mettere nuovamente in gioco il nostro progetto educativo in questa occasione. Uno dei bambini inizierà quanto prima il proprio percorso scolastico mentre l’altro dovrà attendere ancora un po’, ma siamo certi che lo spirito delle scuole di Reggio Emilia entrerà nella loro famiglia e contribuirà positivamente al proseguimento della vita di queste persone». «L’Istituzione Scuole e Nidi del Comune di Reggio Emilia, insieme al papà – si conclude la nota – ringrazia sentitamente il sindaco, l’Ambasciata italiana in Qatar, il personale dei Ministeri, le altre Istituzioni competenti e tutti/e coloro che, con capacità professionale, discrezione, responsabilità e spirito umanitario, hanno contribuito al lavoro che ha reso possibile una conclusione positiva di questa vicenda».

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