Una raffica di perizie per i morti al Rally
Sotto la lente l’auto coinvolta nell’incidente mortale, la strada e la posizione della collinetta su cui si trovavano le vittime
SAN POLO. Saranno i consulenti nominati dagli indagati e dal pm, ora, a cercare di ricostruire cosa è accaduto esattamente lo scorso 28 agosto a Riverzana, quando un’auto che partecipava al 41° Rally dell’Appennino reggiano è uscita di strada e ha travolto il ventenne reggiano Davide Rabotti e il 34enne modenese Cristian Poggioli, che erano andati ad assistere alla gara.
La Procura di Reggio, al termine delle indagini dei carabinieri, ha iscritto nove nomi nel registro degli indagati, per l’ipotesi di omicidio colposo plurimo. Si tratta di persone che, in un modo o in un altro, erano coinvolte nell’organizzazione dell’evento: Alen Carbognani, presidente del comitato organizzatore del Rally dell’Appennino e della società Asd Grassano Rally Team; Simone Bettati, direttore di gara; Daniele Bandieri, apripista; Demitri Brunello, supervisore delegato della federazione Aci sport; Pietro Martinelli, uno dei commissari di gara; Luca Meneghetti, responsabile della sicurezza; e poi Eugenio Dallari, Edoardo Ferranti e Andrea Montecchi. «È una delle rare occasioni in cui mi trovo d’accordo con il pubblico ministero – commenta l’avvocato Marco Giuseppe Baroncini, che difende Carbognani, Bettati, Meneghetti, Ferranti e Bandieri –. Il pm Claudio Santangelo, infatti, ha iscritto tutti nel registro degli indagati, dando a ognuno la possibilità di nominare un consulente che accerti con esattezza la dinamica dell’incidente e, dunque, di difendersi. Se ci sono delle responsabilità emergeranno solo dopo aver ricostruito con precisione l’accaduto. Al momento, come poi dovrebbe essere sempre nelle aule dei tribunali, non ci sono risposte ma tanti dubbi. Occorre aspettare per commentare oltre». Della stessa idea l’avvocato Vito Alessandro Pellegrino, che difende Martinelli: «Il mio assistito era il commissario di gara del tratto in cui è avvenuto l’incidente. Prendo atto della giusta decisione della Procura di avere chiara la dinamica prima di trarre conclusioni. Anche noi aspettiamo gli esiti degli accertamenti prima di prendere qualunque decisione».
Per gli avvocati non è una sorpresa che il pilota e il navigatore della Peugeot 208 coinvolta nell’incidente mortale (il modenese Claudio Gubertini e il reggiano Alberto Ialungo) non siano stati indagati, in quanto impegnati in una competizione sportiva. Gli assistiti dall’avvocato Baroncini hanno nominato come consulente l’ingegnere milanese Stefano Fini che esaminerà le condizioni della vettura, le tracce sulla strada e i filmati che sono stati raccolti dai carabinieri. Anche il pm Santangelo ha nominato un consulente: si tratta del perito bolognese Silvano Simoncini, che si concentrerà sulle condizioni dell’auto (per cercare l’eventuale presenza di guasti meccanici che possano averne causato la fuoriuscita) e la collinetta su cui si trovavano le vittime, per chiarire se l’area fosse pericolosa. La perizia inizierà il 7 ottobre, le risposte dovranno arrivare entro 120 giorni.
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