La tassa di soggiorno slitta al primo febbraio: importo da decidere
Giovedì tavolo tecnico per valutare come gestire l’imposta. La giunta prevede entrate per 250mila euro nel 2022
REGGIO EMILIA. L’introduzione della tassa di soggiorno slitta al primo febbraio. Lo ha annunciato ieri l’assessora Annalisa Rabitti, che ha la delega al turismo, nel corso del consiglio comunale.
Inizialmente prevista per il primo ottobre, l’assessora, di concerto con le associazioni di categoria, ha deciso di rinviare l’imposta al nuovo anno.
Da giovedì si riunirà un tavolo tecnico, dove si discuterà dell’importo della tassa e di come utilizzarla nell’ambito della promozione del turismo (nei mesi scorsi è stato presentato il Piano strategico).
Rabitti ha detto che lo slittamento è avvenuto perché gli effetti della pandemia si stanno ancora dispiegando (in modo diseguale, a seconda delle località) e quindi si è deciso di venire incontro alle richieste degli albergatori.
Nel 2021 il Comune aveva previsto di incassare 100mila euro, mentre nel 2022 e nel 2023 le entrate sono stimate nell’ordine di 250 e 350mila euro. Cifre ritenute eccessive dalla consigliera d’opposizione Cinzia Rubertelli. L’assessora si è rammaricata di non essere in possesso delle proiezioni di settembre sulla presenza alberghiera, dato che gli eventi organizzati in città avrebbero avuto un effetto positivo.
Francesca Lombardini del Mercure Astoria, presidente provinciale di Federalberghi, interpellata dalla Gazzetta di Reggio, ha detto che il calo su base annuale in città nelle strutture ricettive è stato nell’ordine del 40%. A pesare c’è il fatto che i viaggiatori che vengono da fuori Europa a Reggio, per motivi di lavoro, sono del tutto assenti.
«Abbiamo chiesto anche noi la proroga - dice Lombardini - per motivi tecnici. Dobbiamo comprare dei programmi per gestire questa nuova tassa, che rappresenta un ulteriore aggravio burocratico. Inoltre anche il Comune non ha ancora pronto il regolamento che andremo a discutere nei prossimi giorni». Federalberghi, che si è opposta all’imposta, si augura almeno che sia contenuta. «In Italia gli importi maggiori si registrano nelle città a vocazione turistica, mentre in quelle dove gli ospiti delle strutture ricettive sono persone che si spostano per lavoro, solitamente è più contenuta».
J. D. P.
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