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Artù, asinello allevato a biberon entra in casa come un cagnolino

Daniela Salati

Storia a lieto fine nella fattoria di Francesco Nosari, appassionato di animali Tra di loro c’è anche D’Artagnan, con la buffa frangetta, che piace ai bambini

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Daniela Salati

GUASTALLA. Si chiama Artù, ha poco più di tre mesi ed è un asinello vispo e felice, ma quando è nato la mamma lo ha rifiutato e ha rischiato di non farcela. Grazie alla solidarietà di tante persone, tutto si è risolto nel migliore dei modi.

È un asinello di razza pezzata americana ed è nato a San Girolamo di Guastalla, nella stalla di una famiglia che alleva asini per passione. Quando era un ancora un bambino, Francesco Nosari, figlio del titolare della stalla di via Ville, desiderava tanto possedere un piccolo asino, ma il papà Giuseppe, allevatore di mucche, non lo accontentò, e così quel desiderio è diventato ancora più grande da adulto. Oggi a 55 anni, sposato con moglie e due figli, e con un lavoro molto diverso da quello del padre – è un tecnico installatore di elettrodomestici per una ditta locale – ha potuto finalmente realizzare il suo desiderio, e oggi ha ben 13 asini, un cavallo, una pecora e una capra.

E di ogni asinello può raccontare una storia, come quella del piccolo Artù. «Un puledro appena nato deve essere allattato ogni 3 o 4 ore fino a quando avrà 5 mesi, ma la madre lo ha rifiutato e, senza l’aiuto di tanti amici, non sarei riuscito a salvarlo – spiega Francesco Nosari –. I miei genitori sono anziani, io lavoro a Guastalla, ma abito nel Mantovano, vengo ad accudire gli animali tutti i giorni la sera e al mattino con l’aiuto di mia figlia Martina e di mia cugina Giordana».

Quando in paese si è sparsa la notizia della necessità di avere qualcuno disponibile per dare il biberon ad Artù varie volte al giorno, in tanti si sono offerti di fare le “tate”, e ogni giorno si avvicendano per nutrirlo. Così Artù è cresciuto benissimo ed è diventato molto domestico, tanto che si prende la libertà di entrare in casa per fare un giretto attorno al tavolo. Del resto anche Olga Mariotti e Giuseppe Nosari, i genitori di Francesco, si sono molto affezionati ad Artù e lo lasciano entrare in casa volentieri, perché è un animale molto pulito e non sporca.

Da pochi giorni è nato un altro bellissimo puledrino, sempre di razza americana pezzata, che è stato chiamato D’Artagnan e ha una particolarità: un ciuffo bianco enorme in testa «che lo fa assomigliare a Raffaella Carrà» dice ridendo Francesco Fusari. «Sono pochi gli asinelli che nascono con questo ciuffo che poi perderanno da adulti» svela. Ora tutti vanno pazzi anche per D’Artagnan. Ogni giorno bambini e adulti vanno alla stalla per vedere lui e gli altri gli asinelli, i nuovi nati che quest’anno sono stati ben quattro.

«Gli asini sono molto affettuosi, basta fare una carezza e non ti lasciano più. Inoltre, la nostra casa colonica confina con l’asilo nido, e spesso le maestre portano i bimbi che piangono vicino alla rete per far vedere loro gli asini, e così smettono di piangere» racconta. Due anni fa, nel 2019, in epoca pre-Covid, Francesco Nosari ha portato i suoi asinelli sia alle scuole elementari di Guastalla per farli vedere ai bambini, sia alla casa di riposo locale: «Ho portato un’asina di nome Fibi e il suo puledrino Ginger, facendoli salire al primo piano dell’edificio con l’ascensore. Gli animali sono rimasti tranquillissimi e, quando gli anziani li hanno visti da vicino, sono diventati matti per la felicità».

Appena i tempi lo permetteranno, Francesco Nosari tornerà a portare i suoi asinelli dove glieli chiederanno.

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