Billions, il pm contesta una nuova frode
L’accusa ha integrato il capo d’imputazione per tre persone. I difensori di tre imputati contestano la competenza territoriale
Jacopo Della Porta
REGGIO EMILIA. Il pm Giacomo Forte ha contestato un nuovo episodio di frode a tre dei 19 imputati con rito ordinario dell’inchiesta Billions, che nel settembre 2018 portò all’iscrizione di 49 persone nel registro degli indagati.
Al centro dell’inchiesta c’è il noto meccanismo delle false fatturazioni emesse ad imprenditori per consentire loro di pagare meno tasse (una modalità criminale che si riscontra in tanti processi e inchieste).
Il magistrato ieri ha chiesto di integrare il capo d’imputazione che riguarda Antonio Vrenna (1967), residente a Reggio Emilia; Valentino Faccioli (1977) di Cadelbosco e Umberto Asteriti (1959), Reggio Emilia, per un presunto episodio di frode avvenuto il 28 ottobre 2017.
Nel corso dell’udienza che si è svolta ieri sono anche state dibattute alcune eccezioni relative alla competenza territoriale del procedimento per alcuni imputati.
I legali di due imputati bresciani, Giacomo Baronio (1967) e Rajae El Aid (1970) hanno detto che i loro assistiti sono già indagati a Cremona per le medesime vicende di false fatture relative agli anni 2014, 2015 e 201. Inoltre, i difensori hanno detto che sempre a Cremona è stata emessa una condanna di primo grado.
Analoga eccezione di competenza territoriale è stata avanzata per il titolare di un’azienda di metalli di Cremona (Pedroni).
Il pm Forte si è però opposto a queste richieste e ha sostenuto che la competenza spetta a Reggio Emilia per una serie di ragioni, non da ultima quella relativa al fatto che gli imputati sono venuti a Reggio per recuperare il denaro in contante dopo che con dei bonifici avevano pagato chi aveva emesso false fatture (per prestazioni inesistenti). Reggio Emilia, pertanto, sarebbe il centro di questa attività criminale.
Il giudice Chiara Alberti si è riservata le decisioni in merito alla competenza territoriale e all’integrazione del capo d’accusa e ha aggiornato il dibattimento al prossimo 9 novembre.
L’operazione Billions era nata da un filone di una precedente operazione, chiamata “House of Cards” (quest’ultima si era avviata nel 2014). Da qui gli investigatori guidati dal pm Forte hanno scoperto bonifici da decine di migliaia di euro e false fatture. Al centro dell’inchiesta vi sono alcune aziende “cartiere”, che non hanno altra attività se non quella di produrre false fatture.
In tribunale è da poco approdata anche una successiva tranche dell’inchiesta Billions, che nel settembre 2020 ha portato ad indagare, per gli stessi reati, oltre 200 persone (193 quelle ora davanti al gup).
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