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reggiolo, INDAGINE DEI CARABINIERI FORESTALI 

Oltre 15mila tonnellate di rifiuti usati come fondo di cantiere

El.Pe.
Oltre 15mila tonnellate di rifiuti usati come fondo di cantiere

Tra gli inerti edili del sisma anche plastica, gomma, cavi elettrici, metallo e legno Tre le persone che ora sono indagate a vario titolo per smaltimento illecito

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REGGIOLO. Oltre 15mila tonnellata di rifiuti – derivati da opere di demolizione del terremoto – utilizzati come fondo nei cantieri, ma senza essere trattati, nell’area industriale accanto all’autostrada A22 dove sorgeranno nuovi capannoni.

È l’accusa mossa dai carabinieri forestali del Nipaaf di Reggio Emilia, insieme ai colleghi della stazione carabinieri forestali di Gualtieri, nell’ambito di un’attività di controllo nell’area artigianale/logistica a Reggiolo. Sono tre le persone indagate per smaltimento illegale di rifiuti.

le indagini

Che quegli inerti siano stati utilizzati come fondo stradale senza, però, essere prima stati trattati, ne sono convinti gli investigatori sulla base almeno di tre elementi: la presenza in mezzo ai rottami di materiali estranei come plastica, gomma, cavi elettrici, parti metalliche e legno che invece, se fossero stati trattati, non sarebbero stati presenti; la pezzatura disomogenea stessa degli inerti, che per legge dovrebbe essere inferiore ai 6,3 centimetri ma che invece sarebbe stata superiore e, terzo elemento, la tracciabilità. Dovrebbe infatti essere facilmente documentabile da dove arriva il materiale e ricostruire i passaggi, mentre al momento agli investigatori non sarebbero stati dati elementi in questo senso.

Si tratta di un’area particolarmente vasta quella oggetto dell’indagine: nel cantiere, esteso circa 40.000 mq, era presente una quantità stimata di rifiuti edili smaltiti illecitamente pari a 15.600 tonnellate.

GLI INDAGATI

Tre persone sono state denunciate in concorso, a vario titolo, per il reato di smaltimento illecito di rifiuti: si tratta del legale rappresentante della ditta autorizzata, che avrebbe dovuto recuperare i rifiuti, un 55enne nato a Quistello (Mantova); l’amministratore unico della ditta che ha fatto i lavori, un 38enne di Verona; il direttore dei lavori, un 54enne nato a Codogno (Lodi).

Dell’inchiesta si sta occupando il sostituto procuratore di Reggio Emilia Maria Rita Pantani.

El.Pe.

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