L'arrestato
Saman: lo zio rifiuta l'estradizione
Danish Hasnain non rientrerà in Italia, almeno nel breve periodo.Fissata per il 20 ottobre la seconda udienza nel tribunale di Parigi
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NOVELLARA. Danish Hasnain, lo zio di Saman, sospettato di avere ucciso la ragazza, “rea” di non volersi sottostare alle tradizioni della propria famiglia, lo scorso 30 aprile e averne occultato il cadavere, ha rifiutato l'estradizione in Italia. Lo ha detto lui stesso al giudice che gli ha notificato oggi pomeriggio in tribunale a Parigi, città in cui è stato arrestato la scorsa settimana, la richiesta delle autorità italiane.
Ha, inoltre, negato le accuse. «È tutto falso - ha detto alla giudice della Chambre de l'Instruction della Corte d'Appello -. Forse qualcuno mi ha visto? Sono forse uscito di casa?». L'organo giudiziario francese chiamato a decidere sulle richieste di estradizione, ha fissato al 20 ottobre la seconda udienza per Hasnain, accusato di «sequestro, lesioni e omicidio». La corte ha chiesto, nel frattempo, all'Italia un complemento di informazione sul caso.
«Per me adesso comincia il lavoro»: sono le prime parole di Layla Saidi, che difende Hasnain davanti alla Corte d'appello di Parigi. «Per quanto riguarda la procedura del mandato d'arresto europeo che è stato lanciato dall'Italia - ha detto ad alcuni giornalisti che la attendevano fuori dall'aula dopo l'udienza - il 20 ottobre dobbiamo sottoporre i nostri argomenti. Bisogna capire se questo mandato europeo è conforme o no al diritto internazionale, alle convenzioni internazionali. Ma anche al diritto europeo che unisce la Francia e l'Italia. Non so se il 20 ottobre Hasnain potrebbe essere estradato direttamente. Non posso dirlo. Noi sottoporremo i nostri argomenti».
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