Gazzetta di Reggio

Reggio

novellara 

Saman, oggi udienza per l’estradizione dello zio

El.Pe.
Saman, oggi udienza per l’estradizione dello zio

Si tiene davanti alla Corte d’Appello di Parigi, città in cui l’uomo è stato arrestato con l’accusa di avere ucciso la 18enne

3 MINUTI DI LETTURA





novellara. Si avvicina il momento della verità, per Danish Hasnain. O, almeno, dell’opportunità di dire la verità sulla fine della nipote, la 18enne Saman Abbas. Perché ora che la sua fuga è finita dovrà, in qualche modo, replicare alle accuse terribili che gli rivolge il nipote, nonché fratello della giovane, a cui l’uomo – lo dice chi li conosceva – era particolarmente legato: che è stato lui a uccidere Saman, a decidere di farle fare questa tragica fine, e a decidere come sbarazzarsi del suo cadavere.

Si terrà oggi a Parigi l’udienza per l’uomo, in un palazzo di giustizia blindatissimo perché contestualmente, riferiscono i media d’Oltralpe, si terrà anche l’udienza del maxiprocesso che vede alla sbarra i terroristi del Bataclan, e pure quella per gli ex brigatisti rifugiati in Francia per i quali l’Italia ha chiesto l’estradizione. Mentre si ripercorrerà l’orrore collettivo della carnefina nel teatro parigino – costata la vita anche a una giovane studentesse italiana, Valeria Solesin – la Corte d’Appello dovrà rispondere alla richiesta di estradizione italiana di Danish Hasnain.

L’uomo è stato arrestato esattamente una settimana fa, in una banlieue di Parigi. Si discuterà anche la richiesta di estradizione di 10 ex brigatisti, da anni in Francia.

I casi sono due: se accetta l’estradizione in Italia – come fece a maggio il cugino Ikram Ijaz – verrebbe consegnato subito alle autorità italiane. In caso contrario, il procedimento di estradizione che con il mandato d’arresto europeo comporterà tempi più lunghi.

Intanto, i carabinieri reggiani che da quattro mesi stanno indagando sul caso di Saman sono a Parigi. Hanno incontrato gli investigatori della polizia nazionale francese. Vuol dire che le indagini vanno avanti e insisto ancora in Francia. Perché all’appello manca ancora Nomanulhaq Nomanulhaq, l’altro cugino di Saman considerato dagli investigatori complice dell’agguato mortale costato la vita alla 18enne, la cui unica colpa è stata quella di ribellarsi alla volontà della famiglia di farla sposare a un parente in Pakistan e che invece aveva deciso per sé un altro futuro, accanto a un altro giovane, ma soprattutto voleva essere libera dalle imposizioni e dalle tradizioni famigliari.

Nomanulhaq Nomanulhaq era fuggito da Novellara i primi giorni di maggio. Con lui l’altro cugino, lo zio Danish e il fratello di Saman. Erano rimasti loro nella casa di via Cristoforo Colombo dopo la sparizione di Saman e la partenza, il 1° maggio, dei genitori della ragazza per il Pakistan. Ma quando hanno capito che i carabinieri avrebbe fatto luce sull’assenza della giovane senza accontentarsi della loro versione, del fatto ciò che sarebbe andata via autonomamente, sono scappati. Il ragazzino è stato il primo a essere fermato, perchè senza i documenti per l’espatrio. Davanti agli investigatori e al giudice – una testimonianza fissata in un incidente probatorio che resta a oggi il principale elemento del caso – ha raccontato l’orrore della fine della sorella.

El.Pe.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google