Al Grana non piace il video del Parmigiano Lo spot pubblicitario divide i due formaggi
Lettera del Padano per modificare un frammento di un filmato ritenuto lesivo. I Consorzi: «Ci siamo chiariti, risolveremo»
Leonardo Grilli
reggio emilia. Un filmato «inopportuno, ingannevole, non veritiero». Sono parole dure quelle contenute in una Pec firmata dal presidente del Consorzio per la tutela del formaggio Grana Padano, Renato Zaghini, a Nicola Bertinelli, presidente del Consorzio del Parmigiano Reggiano.
Oggetto del contendere un mediometraggio intitolato “Gli Amigos” e lo spot da questo ricavato, intitolato “La differenza”. Pubblicità in cui, secondo il Consorzio al di là del Po, si farebbe un implicito paragone definendo il Parmigiano migliore rispetto al corrispettivo padano e facendo leva soprattutto sull’utilizzo dei conservanti. Se le parole utilizzate nella lettera inviata a Bertinelli (e datata 27 settembre) sono piuttosto pesanti, molto diversi sono i toni dei diretti interessati.
Sia per il direttore del Consorzio del Grana, Stefano Berni, che per lo stesso Bertinelli, sentiti ieri dalla Gazzetta, non esiste infatti «alcuna polemica» e l’incomprensione tra queste due realtà «si risolverà sicuramente nel giro di poco tempo». Ma quali sono i punti focali che hanno portato il consiglio di amministrazione del Grana a inviare quella Pec?
Tutto si concerta in frammenti di video della durata di pochi secondo. Il confronto, si legge, «appare evidente e palese laddove nello spot si fa riferimento “all’altro lato del fiume” (è notorio che prevalentemente il fiume Po, oltre al Reno, delimita i rispettivi territori di produzione fra Grana Padano e Parmigiano Reggiano), all’uso dei foraggi insilati e del “conservante, a vostro dire”. La comparazione in questione è illegittima in quanto come noto la normativa non consente la pubblicità comparativa fra prodotti Dop. II divieto in questione è assoluto e dunque prescinde dall’evidenza e dalla contezza che della comparazione possa avere il consumatore».
La lettera, lunga e articolata, prosegue poi citando «la connotazione vistosamente spregiativa insita nel gesto col quale l’attore getta via il filo d’erba del territorio del Grana Padano, sul presupposto che lo stesso imporrebbe l’uso del “conservante a vostro dire”, che vorrebbe indurre a pensare che tutto ciò che deriva dalla parte del fiume che delimita la zona di origine del Grana Padano meriti di essere gettato con disprezzo».
La lettera però, nonostante le parole, non deve «diventare un caso» o far pensare a divisioni «inesistenti» fra i due Consorzi. Si affretta a precisarlo Berni, che più volte precisa come si sia trattato unicamente «di un chiarimento interno che si risolverà, sono normali vicende e verifiche e non c’è nessuna polemica in atto. Abbiamo segnalato al presidente Bertinelli la parte marginale di uno spot tramite una lettura fatta dai tecnici ma è già cominciato un dialogo che porterà senz’altro a una convergenza. Ci siamo sentiti e la settimana prossima ci incontreremo tutti assieme».
Anche perché, conclude Berni, «non sarà uno spot a rompere i rapporti solidi che ci sono da sempre fra noi e il Parmigiano Reggiano su interessi molto più importanti come la tutela del Dop e delle leggi che ci difendono da frodi e imitazioni. Gli obiettivi comuni sono così alti che non possono certo essere intaccati dall’interpretazione di un passaggio di uno spot pubblicitario».
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