Comune e Provincia Pronti al rientro in ufficio 800 dipendenti pubblici
La scadenza del 15 ottobre, fissata dal Governo, a Reggio è già una realtà Il ricorso al lavoro da casa è già limitato a uno o due giorni alla settimana
Ambra Prati
REGGIO EMILIA. La scadenza bluff del 15 ottobre, data fissata dal Governo per il rientro ufficiale in presenza dei dipendenti della pubblica amministrazione, è alle porte e la carica dei 800 dipendenti pubblici (tra Comune e Provincia di Reggio Emilia) è pronta alle proprie postazioni. In realtà, nella nostra città, gli enti locali hanno già ampiamente ridotto il ricorso allo smart working, attualmente limitato in media a uno o due giorni alla settimana.
RIENTRATI
Su 150 dipendenti della Provincia, togliendo il personale esterno (addetti alla manutenzione delle strade e polizia provinciale), «rimangono 120 persone che hanno fatto ricorso al lavoro agile almeno un giorno nell’arco dei nove mesi del 2021 – spiega Alfredo Luigi Tirabassi, segretario generale della Provincia –. Rappresentano il 74% del totale del personale, mentre un altro 25% è sempre venuto in ufficio di sua spontanea volontà, visto che gli spazi erano ampi e poco affollati. Non abbiamo sportelli al pubblico e i nostri uffici sono popolati da tempo. Per quanto ci riguarda non cambierà molto: alla scadenza di metà ottobre saranno al lavoro quasi tutti i nostri 120 dipendenti, che proseguiranno in remoto in media un giorno a settimana, con qualche eccezione. Dopo quella data inizieremo a vagliare una decina di casi personali in smart working in proporzione più ampia, ad esempio tre volte alla settimana. Nessuno ha mai lavorato a distanza al cento per cento. Al contrario abbiamo degli amministratori della Regione, applicati ai nostri uffici, che non vediamo da un anno e mezzo».
L’ente locale che conta il maggior numero di dipendenti pubblici è il Comune di Reggio Emilia: 1.350 persone - ai quali bisogna sottrarre i servizi per forza in presenza come le scuole (500 persone), la polizia municipale (170) e gli sportelli al cittadino - rientrate da mesi. «Lo smart working massivo risale al lockdown della primavera 2020; dopo una breve transizione di lavoro a distanza tre volte la settimana siamo tutti in presenza da mesi, secondo un sistema a rotazione che prevede una o due giornate di lavoro agile alla settimana per sviluppare quei processi produttivi e servizi che possono essere svolti da remoto», spiega Maurizio Battini, direttore generale del Comune. «Molto dipende – continua Battini – dai dirigenti e dal ruolo che il dipendente svolge: chi si occupa di ufficio stampa può farlo da casa, così come chi è addetto al back office, mentre gli addetti allo sportello no». Insomma il 15 ottobre «non ci sarà una chiamata all’insegna del “tutti in presenza”. Non ho la preoccupazione di far rientrare in ufficio i dipendenti perché siamo oltre quella fase, semmai ho il problema di proseguire lo smart working in quei settori nei quali l’esperienza si è rivelata positiva».
ACCORDI INDIVIDUALI
Il futuro a breve termine del lavoro agile resta però un vero e proprio rebus. Infatti la scadenza indicata dal governo, ha spiegato Tirabassi, «si limita a scrivere che il lavoro in presenza è la modalità ordinaria (il che è una banalità) senza stabilire tempi e modi; dovrebbe uscire il decreto ministeriale, atteso in teoria a giorni. D’altronde le modalità semplificate di smart working restano in vigore fino al 31 dicembre 2021, quindi nessuno può essere obbligato a rientrare. Reggio si salva per la realtà contenuta e per la sua tradizionale efficienza». Il ministro della pubblica amministrazione Renato Brunetta ha annunciato che entro il 31 gennaio 2022 ogni amministrazione dovrà presentare il piano all’interno del quale confluirà il Pola, cioè il piano organizzativo del lavoro agile: le regole per normare lo smart working che ancora latitano. «Il ministro ha dimenticato di dire che il Governo deve predisporre le linee di indirizzo e gli schemi di modello tipo del Pola, dei quali non c’è traccia: mancano gli strumenti attuativi – ha osservato Tirabassi –. Noi siamo pronti. Ora il tema è procedere agli accordi individuali per il 2022, ma senza le direttive si resta al palo». «Anche il Comune ha predisposto il piano operativo per il Pola, ma stiamo cercando di capire dove si andrà a parare – ha fatto eco Battini –. Il piano va a definire meglio le funzioni “smartabili” e inizia ad andare incontro ad alcune necessità dei dipendenti, ad esempio lasciando loro la possibilità di gestirsi ma richiedendo una quota di reperibilità: è uno dei dettagli che attendono di essere normati».
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